Fonte immagini: per la copertina originale del romanzo © 1974 Bietti Editore, per la copertina dell'edizione Mondadori © 1992 Mondadori, per la pubblicazione sul Corriere dei Ragazzi © 1973 Corriere dei Ragazzi, per la grafica ed il colophon di Martin Mystére © 1982-2021 Alfredo Castelli e SBE, per la pagina della Stefi © 1976-1992 Grazia Nidasio e Corriere dei Piccoli

Jacques Mystère, giovane investigatore privato parigino, collabora con Victor Cousin, ispettore della Squadra Omicidi su casi che riguardano personaggi che hanno la caratteristica di essere tutti omonimi di filosofi, storici, politici e scienziati francesi (Roger Bacon, Lavoisier, Adolphe Thiers, Jules-Henri Poincaré, Auguste Comte, Fourier, Alexis Clérel de Tocqueville, Foucault, Pierre-Simon Laplace, Descartes, Dupont, Ernest Renan). La sua nemesi invece è Charlot, copia perfetta del personaggio di Charlie Chaplin, personaggio ridicolo quanto geniale.

Il volume raccoglie tredici racconti (evidentemente scritti per essere di veloce fruibilità) di purissimo giallo: il detective si ritrova a indagare su casi basati su pura logica cui il lettore sarà portato a tentare di svelare l’arcano durante la lettura, come nella più pura tradizione del giallo.

Ecco quindi che iniziamo, come promesso, il lungo viaggio alla (ri)scoperta dei libri di Tiziano Sclavi, nome che per quanto celebre è per vari motivi tuttora abbastanza sconosciuto ai più nella sua attività di romanziere, essendo noto soprattutto per essere il creatore di Dylan Dog e autore di alcune delle storie più incisive del personaggio. Le sue storie puramente letterarie (nonostante l’incisività e un metodo e una prosa del tutto personali e innovativi) rimangono quindi misconosciute al grande pubblico, soprattutto per il fatto che ad un certo punto l’autore, caratterizzato da una misantropia quasi maniacale (soprattutto all’epoca; il tutto è raccontato abbastanza dettagliatamente nei suoi ultimi libri, in un certo senso autobiografici), deluso da diversi accadimenti ha deciso di ritirare tutte le copie disponibili sul mercato e di non rinnovare i diritti di copia. In parole povere, i libri di Sclavi non sono più in produzione. Se trovate dell’usato, dei fondi di magazzino, un rimasuglio di libreria accaparratevelo subito perché non lo ritroverete.

Il primo libro di questo elenco, muovendoci unicamente in ordine cronologico, è, quindi, I misteri di Mystére, forse quello che meno si collega con gli altri libri e con lo stile stesso dell’autore. Nonostante sia quindi una sorta di prototipo rispetto del resto della produzione, esso è comunque caratterizzato da alcuni elementi che lo rendono estremamente ghiotto per gli appassionati. In primo luogo, l’abbiamo detto, è il primo vero libro dell’autore; in secondo luogo, considerata la sua leggerezza narrativa, è l’unico rivolto (anche se non espressamente, e non per forza) anche ad un pubblico più giovane: i racconti in esso raccolti erano stati pubblicati inizialmente sul Corriere dei Ragazzi nel 1973, illustrati da Grazia Nidasio (quella della Stefi e Valentina Mela Verde).

Il volume che li raccoglie (purtroppo castrato dei suddetti disegni, fatto salvo per la copertina) sarebbe uscito l’anno successivo per Bietti Editore. In entrambi i casi l’autore si firma Francesco Argento, pseudonimo nato dai suoi autori preferiti: Francesco Guccini e Dario Argento.

La stessa Mondadori, che ripubblica il volume nel 1992, ben dopo il successo di Dylan Dog e anche di Martin Mystére, lo inserisce nella collana giallo junior (questa volta, dato il traino, con il vero nome dello scrittore). La produzione Sclaviana per i più giovani (e addirittura anche quella per i più piccoli) non si esaurisce qua, e ci torneremo. Ma questo resta l’unico libro completo dell’autore destinato ad un pubblico più vasto ma facilmente e liberamente fruibile anche da un pubblico non esplicitamente maturo.

Il terzo motivo di forte interesse, infine, è il nome: Jacques Mystère, il nome del protagonista, ispirerà Alfredo Castelli nella creazione di Martin Mystére, il celebre detective dell’impossibile pubblicato da quarant’anni, il quale sin dal primo albo specifica che il suo nome completo è, appunto, Martin Jacques Mystère. Il richiamo continua anche nella serie di libri e trasmissioni che il famoso antropologo pubblica e conduce nell’universo narrativo bonelliano: Martin Mystère’s Mystery of the past, i misteri di (Martin) Mystère del passato (i sassoni definiscono mystery e non mistery quel tipo di mistero che noi definiamo giallo) o più semplicemente I mysteri di Mystère.

Castelli e Sclavi condividono infatti un passato non bonellide, non collaboratoriale ma da colleghi professionisti letterari, e presumibilmente di amicizia e stima; e solo successivamente anche di forte collaborazione all’interno dell’universo bonelliano. Lo stesso Castelli apparirà in futuro nei libri di Sclavi, e la correlazione tra personaggi e autori si farà molto più forte andando avanti, e diventerà evidente quando arriveremo a parlare di Dellamorte DellamoreAl prossimo volume, quindi!

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