C’è una salita, a Bacoli, che sembra condurre fuori dal tempo. Qui, tra il respiro antico dei Campi Flegrei e lo sguardo che si perde verso il mare, si erge una costruzione che ha la forma di un castello e l’anima di un racconto. È Borgo 50, un luogo sospeso tra memoria e contemporaneità, dove l’acqua un tempo custodita, oggi lascia spazio a convivialità, gusto e bellezza.
Borgo 50 nasce nel gennaio del 2016, esattamente dieci anni fa, dalla riconversione dell’ex serbatoio idrico comunale, costruito nella prima metà del Novecento per garantire l’approvvigionamento d’acqua alla cittadina di Bacoli, durante gli anni difficili della guerra. È stato realizzato a immagine del più antico e imponente Castello Aragonese, il cosiddetto “castelletto” ed è da sempre avvolto da un’aura di fascino e curiosità.
Oggi la struttura è un bellissimo ristorante e cocktail bar, con spazi intimi e curati: una sala interna da circa 40 coperti, una sala privata ricavata all’interno di una torre e un giardino esterno che regala una vista straordinaria sul cratere dei Fondi di Baia e sui porti di Baia e Miseno. Quest’ultimo, nel periodo estivo diventa il cuore pulsante di Borgo 50: cene sotto le stelle, aperitivi al tramonto ed eventi.
Il progetto
A guidare il progetto è la famiglia Mazzella. I fratelli Erasmo e Rosario, rispettivamente di 32 e 30 anni, portano avanti con passione e visione il lavoro avviato dal padre Ferdinando, che ha trasformato un luogo funzionale in uno spazio di accoglienza.
Ovviamente è determinante anche il contributo di una squadra che unisce talento locale e respiro internazionale. Al bar c’è Giuseppe Tufano, Bar Manager dal percorso cosmopolita: cinque anni a Londra, la formazione con “Distinction” presso il WSET, l’esperienza come formatore della European Bartender School in città come New York, Dublino e Bangkok, fino alle consulenze internazionali e al ritorno in Campania. A Borgo 50 fonde tecnica, creatività e territorio, con cocktail curati nei dettagli, ingredienti di qualità e una presentazione raffinata, capaci di accompagnare perfettamente i sapori di mare e completare l’esperienza sensoriale offerta dal ristorante.
In cucina c’è il giovanissimo chef Giuseppe Esposito, che incarna una storia di crescita autentica. Inizia a 19 anni, proprio a Borgo 50 come lavapiatti, ma con dedizione, studio e affiancamenti importanti, scala i ranghi della brigata fino a diventare chef. La sua cucina è essenziale, fatta di pochi ingredienti scelti con cura, capace di raccontare il territorio senza strafare.
La proposta gastronomica di Borgo 50 è profondamente legata al mare, in tavola arrivano crudi di pesce freschissimo, selezionato quotidianamente, e piatti sempre a base di pesce, attraverso cui viene valorizzata la materia prima senza sovrastarla. Tra i piatti simbolo spicca il mezzo zito spezzato con genovese di polpessa, una preparazione intensa e avvolgente che interpreta la tradizione in chiave marina, dove la dolcezza lenta della genovese incontra la delicatezza del mare in un equilibrio sorprendente.
Borgo 50 è un luogo che ha saputo trasformare una funzione vitale del passato in un’esperienza contemporanea, mantenendo intatto il fascino della sua storia. Un castello che non difende, ma accoglie. Un serbatoio che non conserva acqua, ma emozioni.

Amante della scrittura e del cibo. Scrivo da quando ho memoria, mangio più o meno da sempre. Giornalista Pubblicista dal 2017, con la nascita di Hermes Magazine ho realizzato un mio piccolo, grande sogno. Oggi, oltre a dedicarmi a ciò che amo, lavoro in un’agenzia di comunicazione come Social Media Manager.