Dario Brunori, in arte Brunori Sas, è un cantautore e compositore calabrese, nato a Cosenza nel 1977. Si è affacciato nel mondo della musica con il collettivo “Minuta” nel 2003, e nel corso della sua carriera ha pubblicato sei album da solista, riscuotendo un enorme successo e vincendo alcuni premi, quali: Il Premio Ciampi per il miglior album d’esordio e due Targhe Tenco. È noto per aver composto anche delle colonne sonore per diversi film, tra cui “Odio l’estate”. Infine, nel 2019 , ha partecipato a Sanremo.

Un addio all’estate raccontato in musica
“il 31 agosto
C’è una storia che nasce
E un’estate che muore…”
È così che si conclude una delle canzoni più amate dai fan del cantate Brunori Sas. “Guardia 82” è una canzone scritta nel 2009 e descrive con intensa malinconia la spiaggia di Guardia, in provincia di Cosenza, intrisa di gente durante i mondiali di calcio dell’82. Il protagonista è un bambino che, ignaro di ciò che lo circonda, è intento a costruire castelli di sabbia, vivendo il momento con estrema purezza e spensieratezza.
“ e lei stava senza mutande
Ma io non la guardavo neanche
Mi infilavo i braccioli e poi diritto al mare
Non sapevo neanche cosa fosse l’amore“
Con questa strofa, il cantante racconta il contrasto tra il mondo degli adulti e l’innocenza infantile. Il narratore, ora adulto, ricorda una scena che all’epoca non comprendeva affatto: una ragazzina senza mutande che, in questo caso, potrebbe significare un desiderio inespresso o la sfera erotica. Il bambino, però, non era toccato minimamente dall’immagine femminile perché la sua mente era ancora molto lontana da questo tipo di pensieri.
“dieci anni più tardi la vidi vicino a un falò
E bruciava la carne e bruciavano canne
Io stavo seduto da solo a suonar la chitarra
A cantare canzoni, a cercare attenzioni”
La strofa sopracitata segna il passaggio dall’infanzia al mondo degli adulti. Il protagonista rivede la ragazza dopo dieci anni, e cerca di farsi notare con una chitarra in mano e cantando invano, in quanto la ragazza mostra disinteresse, come si nota nel verso successivo:
“ Ma lei non mi guardava neanche
e io facevo finta di niente”
Il rifiuto di lei è vissuto in silenzio dal protagonista, che si mostra indifferente, mascherando così il proprio dolore, bevendo birra e cantando canzoni struggenti d’amore.
“Sulla spiaggia lattine anni ’80
Quando il mare s’incazza e riporta ricordi che avevi coperto di sabbia
Palloni arancioni sgonfiati
Fare ciao ad un treno che passa
E guardare nel cielo la scia di un aereo.”
Con il ritornello si apre un lungo flashback, in cui il narratore ricorda con nostalgia l’estate pura e giocosa di quando era piccolo, rievocando alcune immagini simboliche del suo passato: i palloni sgonfiati, fare ciao ai treni che passano e guardare gli aerei in cielo.
“E poi di colpo fra le sue braccia
Noi due stretti sotto la doccia
La paura e la voglia di fare l’amore
Il 31 d’agosto c’è una storia che nasce
E un’estate che muore”
L’ultima strofa segna il passaggio finale dall’infanzia all’età adulta. Il protagonista non ricorda più il passato, ma vive il presente. Ora il narratore si ritrova davanti la donna, sotto la doccia abbracciati, raccontando un’immagine intrisa di emotività, intimità e timore nello scoprire il corpo dell’altro per la prima volta. Un amore è appena nato, un’altra estate è appena finita.