Ora che l’Intelligenza Artificiale ha preso piede e comporre dei brani in maniera artificiale è diventato semplicissimo non solo per i professionisti, ma anche per i semplici utenti della rete, è lecito chiederselo: l’IA distruggerà la musica?
Il fenomeno dell’IA nel campo della musica
L’utilizzo di piattaforme IA per la creazione di contenuti musicali sta diventando virale. Siti web come Suno o Boomy, infatti, garantiscono buoni risultati in pochi click, senza contare che esistono anche soluzioni più avanzate, come Output Re-imagine, che consente di rielaborare un frammento audio fino a ottenere una versione completamente nuova, o software come AIVA e Magenta che permettono di creare senza sforzo melodie e armonie di base.
La conseguenza di queste nuove funzionalità è facilmente intuibile: circolano in rete le combinazioni più fantasiose create con l’IA, come la voce inconfondibile di Johnny Cash che intona “I’m a Barbie girl in the Barbie World”, o Frank Sinatra che swinga in maniera del tutto improbabile sulle note di “Smells Like Teen Spirit” dei Nirvana. Ci sono anche casi ancora più eclatanti, come i brani “Walk My Walk” e “Livin’ on Borrowed Time” di un gruppo country chiamato Breaking Rust, che sono entrati nelle classifiche di ascolto di Spotify pur essendo stati generati con l’IA.
Esperimenti virtuosi
Non sempre l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale nella creazione di un brano musicale va considerato negativo, visto che esistono anche esperimenti virtuosi. Il più significativo è senza alcun dubbio “Now and Then”, brano uscito nel 2023 e firmato addirittura dai Beatles.
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Fonte foto: wikipedia.org
Grazie all’utilizzo dell’IA voluto da Paul McCartney, infatti, è stato possibile recuperare una registrazione originale degli anni ’70 di John Lennon, fortemente compromessa dalla cattiva qualità del suono, isolando ed estraendo la voce del cantante scomparso. Grazie alla tecnologia sviluppata dal regista Peter Jackson e dai suoi collaboratori, il brano ha ripreso vita e ha commosso migliaia di ascoltatori, che non credevano alle proprie orecchie quando hanno sentito per la prima volta una canzone composta e cantata da John Lennon così tanti anni fa.
Le previsioni sul futuro
L’opinione generale è che la musica creata oggi con l’IA suoni comunque artificiale, incapace di creare la connessione emotiva che solo la voce umana e gli strumenti suonati dal vivo sanno trasmettere. La generazione musicale dell’IA, inoltre, risulta spesso ripetitiva, per cui nel lungo periodo si potrebbe avere una standardizzazione dei generi musicali, senza più godere della scintilla creativa data dagli artisti umani che compongono musica. Uno dei problemi che stanno diventando sempre più attuali, infine, è la mancanza di limiti legali netti, che impediscano, per esempio, l’utilizzo del voice cloning, ossia la creazione di canzoni che sembrano interpretate da cantanti famosi, ma sono in realtà dei falsi creati artificialmente così ben fatti che è impossibile distinguere l’originale dalla contraffazione.
Ma allora, a fronte della continua evoluzione degli strumenti tecnologici per creare canzoni, dove sta la verità? È vero che l’IA distruggerà la musica? Il dibattito in merito è ancora serrato, ma qualche visione ottimista esiste. Il musicista Reno Brandoni per esempio, nel suo libro “La musica nasce dove deve nascere – Conversazioni sulla musica con l’intelligenza artificiale”, evidenzia come l’IA può essere un valido strumento di supporto per un artista, ma non può sostituire la creatività umana nella composizione di brani musicali. Si può prevedere quindi che, nonostante la competizione con l’IA, la musica creata da artisti veri, che comunica direttamente all’anima degli ascoltatori, sarà quella che continuerà a fare la differenza.

Appassionata di lettura fin da bambina, amo scrivere storie che mi fanno sognare, soprattutto di genere fantasy, fantascienza e romance.
Sulla rivista Il lettore di fantasia ho pubblicato il racconto di fantascienza “Il pianeta della memoria”, con la casa editrice Delos Digital il racconto lungo di genere chick lit “Fil Rouge”, con la casa editrice Wizards & Blakholes i racconti lunghi “L’orologio della verità”, “Alizée” e “Il drago d’acciaio”, e con Nativi Digitali Edizioni il romanzo “Fernweh”, di genere fantascientifico.
Il mio ultimo romanzo pubblicato è “Il Pugnale dei Poeti”, un high fantasy uscito con la casa editrice Lumien, mentre sulla piattaforma Wattpad è disponibile il mio romanzo “Il ragazzo con l’aura d’argento”, un urban fantasy.