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Scopriamo insieme l’elicicoltura

Un’attività che può essere molto redditizia e che pochi conoscono.
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“Viola e il Blu”: il nuovo libro di Matteo Bussola, un inno alla libertà di essere quel che si è
Published on 04 Aprile 2021
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Benedetta Di Nunno
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È lunedì, la sveglia suona alle sei e, che tu voglia o no, sei obbligato ad alzarti e ad andare al lavoro. Il blue Monday è un trauma universale, ma che ne diresti se il tuo lavoro fosse considerato stravagante o fosse sconosciuto ai più?

Oggi vogliamo mettere sotto la lente d’ingrandimento un’attività che sta prendendo piede velocemente, come redditizia e innovativa seppur semplice e poco costosa.  Parliamo dell’elicicoltura.

Il termine elicicoltura indica l’allevamento delle lumache, o meglio chiocciole, un’attività agricola che ha diffusione crescente, in particolare tra i giovani che vorrebbero aprire un’impresa. Si può intraprendere questo tipo di allevamento come professione per far reddito, anche grazie ai bassi costi d’impianto, ma l’attività può essere gestita anche a livello hobbistico.

Non è difficile, basta informarsi un po’ e attrezzarsi. In breve le cose importanti da fare sono:

– Scegliere il terreno, che può essere ubicato sia in piano che in pendenza e qualsiasi tipo va bene, infatti si può utilizzare un terreno misto, argilloso o sciolto. Dopo aver scelto il tipo di terreno, è necessario procedere innanzitutto a due operazioni: aratura e fresatura. Pulito quindi l’appezzamento si procederà a delimitarne il perimetro.

– Inserire una lamiera la quale sarà di grandissima utilità, sia per limitare l’uscita delle chiocciole e sia per impedire l’ingresso dei predatori caratterizzato soprattutto da: topi e lucertole. La lamiera si acquista in fogli e di solito è alta 1 metro. Va interrata almeno 30 cm. e il restante rimane fuori e va fissata a dei pali.

Il miglior tipo di allevamento, in termini di risultati è, senza ombra di dubbio, quello all’aperto e suddiviso in recinti di dimensioni standard ossia 46×3,5 metri. A questo punto segue un’operazione vitale: irrigare. Ogni singolo recinto va completato con un piccolo impianto di irrigazione. La quantità di acqua da usare varia in base al tipo di terreno ma di norma il consumo si aggira intorno al litro/mq. Una cosa molto importante è che il terreno deve rimanere sempre un pochino umido la mattina e mai zuppo per intenderci.

A questo punto si sarà pronti per fare una bella semina di bietola (1 kg di semi ogni 100 mq). Quando la vegetazione sarà alta 10/15 centimetri si potranno inserire le lumache da riproduzione, che in breve tempo si accoppieranno e deporrano le uova scavando una piccola buca nel terreno che poi richiuderanno con la bava; dopo una ventina di giorni nasceranno le lumachine.

Le lumache tradizionalmente vengono allevate per scopi gastronomici, ma attualmente l’elicicoltura ha sviluppato una nuova e importante fonte di reddito: la raccolta della bava. Se la bontà della carne di lumaca è rinomata da secoli, solo recentemente il mondo della cosmesi ha scoperto le straordinarie virtù della loro secrezione.

Non tutti sanno che la bava di lumaca è una sostanza dalle molteplici proprietà benefiche e che, in particolare, è utilissima per prendersi cura della pelle. Le secrezioni argentate che le chiocciole producono al loro passaggio hanno straordinarie applicazioni nel campo della cosmesi. Si tratta di un vero e proprio miracolo della natura: una sostanza 100% naturale che supera per efficacia moltissimi cosmetici chimici sintetizzati in laboratorio. L’utilizzo cosmetico della bava di lumaca è un settore in forte espansione.

È utile contro rughe, macchie della pelle, smagliature e cicatrici. La si usa anche come coadiuvante per il trattamento di acne e verruche. Questo prodotto è totalmente naturale e può essere usato da tutti: donne in gravidanza, persone anziane, bimbi neonati: non ha controindicazioni. Gli antiossidanti contenuti nella bava agiscono rallentando il processo di invecchiamento, contrastando i radicali liberi. Il muco di lumaca contiene una serie di sostanze in grado di idratare e nutrire la pelle, mantenendola elastica e luminosa.

La bava di lumaca può essere usata come ingrediente principale in molti cosmetici, ma si può usare anche direttamente pura con enormi benefici, mettendola direttamente sul viso o sulle zone del corpo che presentano inestetismi. La regola fondamentale per ottenere gli effetti sperati e promessi è sicuramente la costanza di utilizzo: risultati si vedono con l’applicazione continuativa per almeno due mesi della bava o dei prodotti che la contengono.

Le proprietà della bava di lumache sono dovute alla presenza in essa di:

– Collagene: si tratta di una proteina che è importante per i tessuti della pelle. Agisce idratando e aiutando il processo di rigenerazione cellulare.

– Allantoina: sostanza ureide importantissima per il trasporto di azoto nell’organismo e per la riparazione dei tessuti cellulari. Solitamente viene prodotta in laboratorio, con la bava si ottiene in modo naturale.

– Acido glicolico: favorisce il rinnovamento delle cellule, che permette una pelle tonica e luminosa. Agisce con effetto peeling nell’eliminazione delle cellule morte.

– Elastina: proteina che porta elasticità del tessuto epidermico.

Oltre a questi quattro elementi la bava contiene una serie di proteine utili a ossigenare e idratare la pelle, sostanze antibiotiche naturali che arginano la moltiplicazione dei batteri e disinfettano, diverse vitamine (E, C, A) utili a contrastare le infiammazioni e ad accelerare le cicatrizzazioni. Tutto questo concorre a fare della bava di lumaca uno dei più efficaci cosmetici naturali.

Le chiocciole emettono schiuma dietro piccole sollecitazioni, non devono essere macellate per avere questa preziosa sostanza.

Questo significa che l’attività di raccolta e vendita del muco è compatibile con quella di produzione di carne e che da ogni lumaca è possibile ricavare bava più volte. In questo modo l’azienda elicicola non solo ricava guadagno tramite la vendita delle lumache ma aggiunge la fonte di reddito dovuta alla bava.

Tutte le chiocciole producono bava: si tratta di una forma di difesa e aiuto al movimento. La secrezione di muco schiumosa permette alla lumaca di muoversi senza ferirsi nel suo caratteristico “camminare sullo stomaco”, oltre ad aiutare l’effetto ventosa che gli consente di arrampicarsi anche su superfici verticali. La bava più pregiata è quella della specie Helix Aspersa: conviene scegliere questo tipo di chiocciola se lo scopo dell’allevamento è anche quello di ottenere e commercializzare la bava. Questa si estrae con un estrattore specifico, ossia un macchinario studiato per sollecitare le chiocciole, stimolandole a schiumare, per poi raccoglierne le secrezioni.

Una volta estratta, la schiuma deve essere filtrata e microfiltrata. Nel raccogliere la bava bisogna avere un po’ di etica: ci sono macchinari che stimolano esageratamente i molluschi facendoli soffrire, fino a provocarne sovente la morte. Scegliendo l’estrattore si deve tener conto che il processo stimoli le lumache in modo garbato. Questo è anche nell’interesse dell’allevatore, visto che le chiocciole trattate bene torneranno a essere utilizzabili per la raccolta di bava dopo un periodo di riposo e successivamente potranno anche essere vendute per uso gastronomico.

Il commercio di bava è in forte espansione e molto remunerativo, in quanto c’è un’alta sensibilità verso i prodotti naturali. Per questo motivo la bava è valutata fino ad un centinaio di euro al litro ed è un prodotto che ha molti sbocchi di vendita nei laboratori e ditte cosmetiche o nelle aziende farmaceutiche. La bava è un toccasana anche per la cura di diverse patologie e le sostanze che contiene sono utili anche per realizzare farmaci.

 
Facile ed economico, intraprendere questa attività, può essere l’idea vincente che mancava. Buona fortuna e che sia appiccicosa! 
Benedetta Di Nunno

Mi rimetto in gioco sempre. Cerco ogni giorno il meglio da me e per me. Curiosa, leggo e scrivo per passione. Imparo dal confronto, dalle critiche costruttive e rinasco cercando di superare i miei limiti. È così che approdo a nuove mete dopo scelte di studio e lavoro completamente diverse, quali la contabilità e un impiego in amministrazione in un’azienda privata e mi dedico a ciò che avrei dovuto fare fin dall’inizio.

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