A sud ‘e chesta vita non è solo un esordio discografico, ma un manifesto artistico. Dopo aver aperto concerti con artisti e gruppi di riferimento della scena campana, tra cui i 99 Posse e Francesco Di Bella, lo scorso 15 maggio Nes ha presentato il suo primo album. La cantautrice napoletana sceglie di sottrarsi alle etichette, costruendo un racconto musicale che attraversa generi diversi senza rinunciare a un’identità precisa: ballad, pop, cantautorato, swing e influenze jazz, senza l’obbligo di appartenere ad una categoria precisa.
Alla realizzazione dell’album hanno preso parte alcuni tra i più apprezzati musicisti della scena napoletana. Accanto a Nes, che firma anche le parti di tastiera, figurano Corrado Cirillo al basso, Marco Fazzari alla batteria, Daniele De Sena al pianoforte, Gigi Merone alla chitarra e Carmine Marigliano al flauto. A completare e arricchire il tessuto sonoro del disco è il contributo speciale di Maurizio Saccone, autore delle suggestive parti di sax soprano.
Tredici brani che parlano di vita, cambiamento e consapevolezza, dando forma a un percorso in cui la crescita umana diventa il cuore della ricerca artistica.

Abbiamo avuto il piacere di intervistare l’artista napoletana, che ci ha raccontato la sua passione per la musica e il suo modo di viverla.
L’intervista
- Quando hai capito che la musica non sarebbe stata soltanto una passione ma una strada da percorrere?
L’ho capito quando ho rifiutato un buon contratto di lavoro, a tempo indeterminato, una di quelle occasioni che “ti mette a posto”. Avevo quasi vent’anni.
- Quanto ha influito la tua famiglia nella tua formazione?
Quello che viviamo influisce sempre, in un modo o nell’altro, in quello che siamo. Nel mio caso, in quello che scrivo, che penso. A parte questo, sono nata già nella musica, questa è stata una grande fortuna.
- Hai studiato pianoforte classico ma il tuo percorso artistico è stato molto più ampio. C’è stato un momento in cui hai sentito il bisogno di trovare una voce tutta tua?
Ho abbandonato gli studi classici quando ero molto piccola. Ho capito che non riuscivo a stare in una metodologia rigida, mi sono scoperta crescendo, sperimentandomi.
- Prima del jazz, prima del cantautorato, c’è stata anche un’esperienza punk rock. Cosa ti ha insegnato quel periodo?
Quel periodo credo abbia fatto emergere Nes. Mi ha insegnato a stare in piedi. Gli stessi che ho tatuato a 20 anni, con la scritta “Stay Rock”.
- Quanto è stata importante la gavetta nei club campani per diventare l’artista che sei oggi?
Tantissimo. L’esperienza è fatta di vissuto, di contatto con la gente. Di memoria. Oggi pare si guadagni con i like. E questo mi dispiace.
- C’è stato un momento in cui hai pensato di mollare tutto?
Si, più di uno. Un momento determinante è stata la mia fuga in Alto Adige. 4 mesi di solitudine sulle Dolomiti. In quel periodo sono nati due miei brani: “Mi dispiace” e “Mi arrendo adesso”. Ogni tanto ancora oggi mi viene voglia di mollare. Poi mi passa quasi subito.
- Quali artisti o dischi hanno influenzato maggiormente il tuo modo di cantare?
Frank di Amy Winehouse è il primo che cito. Perché ero molto giovane ed è stato un disco che ha avuto un forte impatto artistico su di me. Lei resta la regina delle mie influenze musicali.
- Pensi che la tradizione musicale napoletana ed R&B, soul e jazz abbiano qualcosa in comune?
Credo che la tradizione musicale napoletana sia unica al mondo, specie quella classica. Hanno l’anima in comune, l’espressione emotiva, la passione, tutto ciò che è ritenuto “sacro”.
- Come mai hai scelto di esprimerti in napoletano?
In realtà non l’ho scelto, è successo e basta. È stato il modo più autentico e naturale che ho trovato per comunicare.
- Canti in napoletano per appartenenza, per esigenza artistica o per entrambe le cose?
Canto in napoletano perché “così mi ha fatto mamma”, per dirla in modo simpatico. La mia radice emozionale è legata alle parole che più mi appartengono, che sento più vicine al mio cuore.
- Oggi molti giovani artisti stanno riscoprendo il dialetto. Secondo te perché sta succedendo?
Una parte lo fa perché è di tendenza, un’altra forse ha bisogno di manifestarsi con più sincerità. Rivendicazione anche.
- A sud ‘e chesta vita sembra raccontare una rinascita. Quale fase della tua vita rappresenta?
Rappresenta una grande parentesi fatta di molte esperienze dolorose. Almeno gli ultimi dieci anni della mia vita.
- Se dovessi descrivere questo disco con tre parole, quali sceglieresti?
Verità,Coraggio,Casa.
- C’è una canzone dell’album che senti più vicina alla tua storia personale?
Sono tutte vicine alla mia storia, perché appartengono a vissuto reale. Se dovessi sceglierne una,sceglierei “A verità“.
- Cosa speri che rimanga a chi ascolterà il disco fino all’ultima traccia?
Un racconto, uno di quelli che ti leggono da bambini. Ognuno poi si porta dietro solo ciò che gli serviva davvero.
- Hai detto che dentro di te convivono Nes, Carmen e Carmela. Chi delle tre sta parlando oggi?
Quando rispondo alle domande che mi vengono poste, c’è sempre Carmen. Magari più tardi torna Nes, domattina Carmela.
- Cosa hai scoperto di te stessa durante la realizzazione di questo album?
Che ho la testa dura, durissima.
- Qual è la paura più grande che hai dovuto affrontare per arrivare fin qui?
La perdita della voce dovuta all’intervento mal riuscito che ho subito alle corde vocali. Mi sono affidata a persone sbagliate, questo mi ha fatta sentire in colpa e ho avuto molta paura di non riuscire più a cantare. Ancora oggi ho grandi limiti. Ma come dicevo prima, ho la testa dura.
- Qual è il sogno che insegui da quando hai iniziato a fare musica?
Un disco tutto mio. Scritto musicato e arrangiato da me. Direi quindi che un sogno si è realizzato già. Ne sto costruendo altri adesso.
- Se potessi condividere il palco con qualsiasi artista, chi sceglieresti?
Sceglierei Carmen Consoli.
- Dove immagini Nes tra dieci anni?
Bella domanda. In una casa grande, con le mie gatte e tanti strumenti.
- Cosa vorresti che il pubblico dicesse di te quando ascolta la tua musica?
Che non faccio finta.
- Ci sarà un tour dopo l’uscita di quest’album?
Si, ci sarà. Stiamo costruendo.
- Se potessi parlare alla Carmela che stava iniziando a fare musica, cosa le diresti oggi?
Che è tutto da scoprire, di non irrigidirsi. Che la voce è uno strumento potente della vita. Di restare vera, di non piegarsi alle regole di mercato. Le direi che anche da sola, ce la può fare.

Il mio nome è Rosanna, decisamente una nerd che ha fatto delle sue passioni un lavoro. Sono appassionata di musica e di tecnologia da sempre e il mio sogno nel cassetto è creare qualcosa nel settore energetico che possa cambiare il mondo.. spero di riuscirci un giorno!