Vassilij Kandinsky (1866-1944), artista russo naturalizzato francese, è stato uno dei precursori e fondatori dell’idea dell’astratto nell’arte. La sua visione della creazione artistica si basa sul concetto di “emozionalità” intrinseca nei vari toni di colore e  quindi nel loro legame con lo spirito umano. È questo concetto alla base della ricerca che lo porta ad allontanarsi dalla forma riconoscibile in quanto tale, per approfondire un linguaggio  cromatico che si appropria del “codice” musicale in modo da poter “raggiungere l’anima”.

Kandinskij a Gallarate

Fonte foto: MA*GA Gallarate

Le sue esperienze in tutta l’Europa, con il movimento Der Blaue Raiter, prima, e con la partecipazione alla Bauhaus dal 1922 al 1933 dove insegna, e si suoi numerosi spostamenti, hanno contribuito a confrontare le nuove idee con le avanguardie che in tutto il continente si apprestavano a elaborare i nuovi valori dell’arte del novecento.

La mostra a Gallarate

Kandinskij a GallarateFonte foto: MA*GA Gallarate

Questa esposizione al MA*GA di Gallarate dal titolo “Kandinsky e l’Italia”, vuole esplorare le influenze che il pensiero del grande artista russo ha avuto sulla produzione artistica tesa verso l’astrattismo sia in Europa che in particolare in Italia.

Dal 30 novembre sino al 12 aprile 2026 la struttura ospita 130 opere provenienti dalla Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro di Venezia, dallo stesso Museo MA*GA e da prestigiose collezioni pubbliche e private. La prima sezione ricostruisce il contesto culturale europeo nel quale la visione di un’arte  astratta prende corpo e si sviluppa. Oltre alle opere di Kandinskij sono presenti anche lavori di quali Paul Klee, Jean Arp, Joan Miró, Alexander Calder, Antoni Tàpies.

Nella seconda parte viene presa in considerazione l’influenza che il pensiero artistico di questo grande autore ha avuto sulla sensibilità italiana, specialmente dopo la sua mostra del 1934 presso  la Galleria del Milione di Milano. Viene qui interpretata la connessione ideologica e formale con artisti come Lucio Fontana, Osvaldo Licini, Fausto Melotti, Manlio Rho, Enrico Prampolini, Atanasio Soldati e Luigi Veronesi.

Infine si analizza come l’opera di Kandiskij ha continuato, in Italia, ad esercitare una notevole influenza anche nel secondo dopoguerra come testimoniato da alcune importanti mostre come “Arte astratta e concreta” del 1947 a Milano, e “Arte Astratta in Italia” del 1948 a Roma e dalla nascita dei movimenti artistici e gruppi quali Forma (1947), MAC (1948), Origine (1951).

L’esposizione è parte dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026 e si avvale del sostegno del Ministero della cultura – Direzione generale Biblioteche e istituti culturali, è patrocinata e sostenuta dal Comune di Gallarate, da Regione Lombardia. È inoltre un’iniziativa di Varese Cultura 2030. progettata e realizzata dal Museo MA*GA in collaborazione con la Fondazione Musei Civici di Venezia, è curata da Elisabetta Barisoni – storica dell’arte, dirigente della Fondazione e Responsabile di Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Venezia – e da Emma Zanella – storica dell’arte e direttrice del Museo MA*GA.

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