“Il grande racconto dell’immagine consumata” è il titolo dell’importante esposizione che, dal 12 giugno fino al 27 dicembre, è ospitata presso il Real Albergo dei Poveri in Palermo. La mostra mette confronto tre dei massimi esponenti dell’arte contemporanea. Tre maestri del mondo artistico del secolo scorso: Andy Worhol (1928-1987), Arman (Armand Pierre Fernandez 1928-2005) e Mimmo Rotella (1918-2006).

L’interessante raffronto è tra espressioni diverse dell’evoluzione rappresentativa e del pensiero artistico che, analizzando il loro tempo, si sono appropriate dei simboli e delle immagini dell’era consumistica e della comunicazione mediatica che ha caratterizzato la società del secondo novecento.
Gli artisti

Fonte foto: Real Albergo dei Poveri
Se oltre oceano la Pop Art (Warhol) restituiva le icone consumistiche manipolandone e rendendo seriali le immagini, il Nouveau Réalisme europeo (fondato nel 1960 dal critico d’arte francese Pierre Restany) rielabora ed estrapola dai contesti congrui forme e oggetti ancora facenti parte della società del “consumo” e della comunicazione di massa, per mostrarli in una nuova interpretazione estetica della “nuova realtà” appunto, quella che nelle strade, nelle vetrine e nella quotidianità si palesava quale sostituta al paesaggio naturale. Così i décollage dei manifesti pubblicitari di Rotella o gli assemblaggi di materiali residuali e destrutturazione di oggetti di Arman ci restituiscono uno spaccato filosofico e forse anche un monito artistico della nostra modernità.
La mostra

Fonte foto: Real Albergo dei Poveri
Nella struttura settecentesca dell’Albergo dei Poveri, le cui sale ristrutturate e adibite ad ospitare eventi museali ampliano gli spazi espositivi del Museo Riso, la mostra mette a confronto i diversi linguaggi dei tre artisti, suddividendo il percorso in otto sezioni dove si evidenziano le analogie ma anche le diversità degli autori.
Voluta dal Dipartimento dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana e realizzata dal Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo insieme a Bottega Creativa, l’esposizione è curata da Alberto Fiz con la collaborazione di Edoardo Falcioni. presenta 81 opere del 1954-2004 provenienti da collezioni private: 35 lavori di Warhol, tra acrilici e serigrafie su carta e tela, inclusi esemplari unici;18 accumulazioni e sculture di Arman; 27 opere di Rotella tra décollage, artypo e riporti fotografici; e Rejected Flowers, accumulazione di serigrafia su carta realizzata a quattro mani da Arman e Warhol nel 1970.

Dopo aver seguito studi artistici si interessa appassionatamente ad approfondire i meccanismi e l’evolversi della storia dell’arte contemporanea.
Proprio in qualità di critico d’arte e corrispondente, negli anni ’80 e ’90, ha firmato saggi e recensioni per alcuni dei maggiori periodici del settore, tra i quali: Terzoocchio delle edizioni Bora di Bologna, Flash Art di Milano Julier di Trieste ed il genovese ExArte .
Inoltre affiancherà attivamente come consulente la famosa galleria d’Arte avanguardistica Fluxia durante tutto il periodo della sua esistenza.
Ha partecipato all’organizzazione di numerosi eventi, tra i quali l’anniversario del centenario dell’Istituto d’Arte di Chiavari e la commemorazione del trentennale della morte del poeta Camillo Sbarbaro a S. Margherita L.
Nel 2010 pubblica il suo primo romanzo: “La strana faccenda di via Beatrice D’Este”, un giallo fantasioso e “intimista”.
Nel 2018 pubblica il fantasy storico “Tiwanaku La Leggenda” ispirato alla storia ed alle leggende delle Ande pre-incaiche.
Attualmente collabora con alcuni blog e riviste on-line come “Chili di libri, “Accademia della scrittura”,
“Emozioni imperfette”, “L’artefatto”,” Read il magazine” e “Hermes Magazine” occupandosi ancora di critica d’arte e di recensioni letterarie.