Il movimento Simbolista è una corrente di pensiero che ha abbracciato diverse discipline artistiche come la letteratura, le arti visive, la musica.
Si sviluppa specialmente in Europa, in particolare in Francia, Belgio, nell’ area mitteleuropea e in Italia, dalla fine del diciannovesimo secolo sino agli inizi del ‘900, ispirandosi ai valori legati alla spiritualità, ai miti ancestrali e alla poetica del subconscio umano. Derivante dalla accezione “Romantica” ottocentesca del lirismo della vita, si contrappone al Realismo e al Naturalismo, privilegiando l’analisi della parte più nascosta dei sentimenti e dei simboli analogici che svelerebbero le potenzialità della realtà psichica. È questo il tempo della psicanalisi, dell’esplorazione dell’inconscio nelle ricerche freudiane e della scoperta del mondo onirico.

Fonte foto: Fondazione Magnani-Rocca
La mostra
“Il Simbolismo in Italia. Origini e sviluppi di una nuova estetica 1883-1915” è il titolo della grande esposizione che la Fondazione Magnani-Rocca ha organizzato nella Villa dei Capolavori , la sede museale della Fondazione, presso Mamiano di Traversetolo, Parma, una delle più importanti istituzioni artistiche italiane. Dal 14 marzo sino al 28 giugno le sale della villa ospiteranno il più grande evento dedicato a questa corrente artistica e in particolare al suo sviluppo in Italia. Curata da Francesco Parisi e Stefano Roffi, la mostra ospiterà più di 140 opere provenienti da prestigiose istituzioni, tra cui la Presidenza della Repubblica Italiana, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, la Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, il Museo del Novecento di Milano, il Mart di Trento e Rovereto e importanti raccolte private.

Fonte foto: Fondazione Magnani-Rocca
Tra gli artisti in mostra: Giovanni Segantini, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Gaetano Previati, Arnold Böcklin, Edward Burne-Jones, Franz von Stuck, Max Klinger, Domenico Morelli, Giulio Aristide Sartorio, Galileo Chini, Luigi Russolo, Leonardo Bistolfi, Adolfo Wildt, Giulio Bargellini, Adolfo De Carolis, Francesco Paolo Michetti, Plinio Nomellini, Emilio Longoni, Ettore Tito, Carlo Fornara, Duilio Cambellotti, Felice Carena, Alberto Martini, Cesare Saccaggi, Libero Andreotti, Ettore Ximenes, Mario De Maria, Mariano Fortuny. Presenze importanti e significative.
Inoltre il percorso espositivo sarà diviso in sette sezioni nelle quali si esplorano il contesto culturale partendo dai prodromi, il rapporto con il paesaggio naturale, la visione del femminile, la raffinatezza tecnica e gli sviluppi successivi.

Dopo aver seguito studi artistici si interessa appassionatamente ad approfondire i meccanismi e l’evolversi della storia dell’arte contemporanea.
Proprio in qualità di critico d’arte e corrispondente, negli anni ’80 e ’90, ha firmato saggi e recensioni per alcuni dei maggiori periodici del settore, tra i quali: Terzoocchio delle edizioni Bora di Bologna, Flash Art di Milano Julier di Trieste ed il genovese ExArte .
Inoltre affiancherà attivamente come consulente la famosa galleria d’Arte avanguardistica Fluxia durante tutto il periodo della sua esistenza.
Ha partecipato all’organizzazione di numerosi eventi, tra i quali l’anniversario del centenario dell’Istituto d’Arte di Chiavari e la commemorazione del trentennale della morte del poeta Camillo Sbarbaro a S. Margherita L.
Nel 2010 pubblica il suo primo romanzo: “La strana faccenda di via Beatrice D’Este”, un giallo fantasioso e “intimista”.
Nel 2018 pubblica il fantasy storico “Tiwanaku La Leggenda” ispirato alla storia ed alle leggende delle Ande pre-incaiche.
Attualmente collabora con alcuni blog e riviste on-line come “Chili di libri, “Accademia della scrittura”,
“Emozioni imperfette”, “L’artefatto”,” Read il magazine” e “Hermes Magazine” occupandosi ancora di critica d’arte e di recensioni letterarie.