Pittore ad Ercolano” è la prima mostra personale in Italia dell’artista spagnolo Lluis Lleó, mostra a cura di Maria Savarese in collaborazione con Ciro Delfino e sostenuta dalla Fondazione Ente Ville Vesuviane presieduta da Gennaro Miranda e il suo Consiglio Direttivo.

La mostra è stata accolta nelle sontuose sale affrescate di Villa Campolieto fino al 7 aprile 2024. L’esposizione ha offerto una ampia panoramica sulla produzione più recente dell’artista e sulla sua visione maturata nei trent’anni trascorsi a New York, segnando il suo esordio in Italia, esponendo all’interno del contesto museale di Villa Campolieto, simbolo di eleganza e magnificenza delle bellezze vesuviane.

Come è strutturata la mostra Pittore ad Ercolano

Pittore ad Ercolano” si dipana come un viaggio immaginario attraverso le opere più significative di Lleó, esplorando il connubio tra figurazione e astrazione. Attraverso dipinti e sculture, l’artista trasmette dicotomie quali lirismo e forza, presenza e trasparenza, ordine e caos. Nella sua produzione artistica, Lleó attinge dalla tradizione mediterranea del romanico e si confronta con la modernità americana, rivelando la sua incomparabile bravura nell’uso di tecniche miste, supporti vari e strutture interattive che trasportano i visitatori in un’atmosfera d’incanto.

Fonte foto: il mondo di suk

Il fulcro della mostra è rappresentato dall’installazione “The Perfect Year“, che accoglie i visitatori all’ingresso della Villa Campolieto con la sua straordinaria bellezza ed imponenza. Si tratta di una struttura circolare in acciaio, rivestita in terracotta e dipinta ad affresco, composta da 365 blocchi che delineano un percorso attraverso la vita personale dell’artista. Iniziata nel 2008, un anno dopo la scomparsa del padre dell’artista, quest’opera rappresenta un cerchio spazio-temporale che racchiude in sé un simbolico diario intimo, popolato da paesaggi, date, presenze e assenze che hanno segnato la vita di Lluis Lleó.

L’artista Lluis Lleó

Nato a Barcellona nel 1961, Lluis Lleó ha ereditato da suo nonno e suo padre la passione per i complessi artistici della Vall de Boí, in Catalunya, dove si trova la più alta concentrazione di architettura Romanica in Europa. La sua pratica artistica si distingue per l’applicazione della tecnica dell’affresco attraverso l’uso di pigmenti puri, fondendo scultura e pittura in un “organicismo pittorico spaziale”, tecnica a lui tramandata dal padre, il quale visse per più di un anno in Italia, innamorandosi degli affreschi di Giotto, Cimabue e Piero della Francesca.

Fonte foto: il mondo di suk

“Visitai Napoli per la prima volta all’inizio degli anni ’90. Me ne innamorai subito e capii che mio padre aveva ragione: niente al mondo eguagliava Ercolano”

Racconta l’artista, spiegando il suo legame con questa terra. La mostra esplora e testimonia la vocazione da architetto di Lleó e la sua continua ricerca verso nuove forme espressive, rendendo omaggio agli artisti che lo hanno più ispirato quali la statunitense Eva Hesse e lo scultore greco Jannis Kounellis.

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