Ci sono una fotografia incorniciata raffigurante un uomo nero privo di lineamenti, in mezzo a lumini e mazzetti di fiori, ed accanto una candela accesa che brucia una bandiera americana appesa al muro. E’ questa l’opera che Banksy, uno dei più grandi esponenti della street art mondiale, ha dedicato a George Floyd, afroamericano di Minneapolis ucciso da un agente di polizia durante un arresto. L’omicidio di Floyd ha riacceso l’attenzione attorno al razzismo e alla discriminazione a cui la comunità nera è sottoposta negli Stati Uniti. In Italia ricordiamo il murales di Jorit comparso sui muri di Napoli.

 

Il Banksy pensiero

 

“Subito aveva pensato che avrei dovuto restare in silenzio e ascoltare le persone nere su questo argomento. Ma perché dovrei farlo? Il problema non è loro, è mio”. Il misterioso Banksy, la cui vera identità rimane tuttora nascosta, tiene a sottolineare che  “Le persone di colore sono tradite dal sistema. Il sistema bianco“, dunque per loro è quasi impossibile cambiare questa triste realtà. “Come un tubo rotto che inonda l’appartamento delle persone che vivono al piano di sotto. Questo sistema difettoso sta rendendo la loro vita una sofferenza, ma non è compito loro risolverlo. Non possono. Nessuno li lascerà (agire) nell’appartamento al piano di sopra”.

 

In mostra a Ferrara

 

Banksy nasce a Bristol nel 1974 ed è riconosciuto come uno dei più grandi street artist a livello mondiale. La tecnica che usa è quella dello stencil che consiste nella preparazione di un supporto rigido che viene appoggiato alla superficie muraria, al writer non resta che spruzzare il colore negli spazi vuoti. Questa tecnica permette a Banksy di poter lavorare in grande velocità senza essere notato e gli ha permesso di lasciare traccia di sé in ogni città del mondo. L’opera dello street artist inglese, dai tratti satirici e provocatori, è visibile alla mostra in corso a Palazzo dei Diamanti di Ferrara.

 

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