Si fa sempre il possibile per non appesantire le giornate, ma è giusto a volte fermarsi un attimo, guardarsi indietro e ricordare. Perché è giusto non dimenticare. Soprattutto oggi, nel giorno della memoria.

Auschwitz-Birkenau: un luogo al confine tra Germania e Polonia di cui tutti conosciamo l’orribile fama, teatro di un incomprensibile crimine contro l’umanità che ha spezzato migliaia di vite, in nome di opinabili ideali di pochi. I campi di sterminio ebrei, così come altre brutalità e genocidi della storia, sono qualcosa che oggi non riusciamo neanche a immaginare e che si spera continuino a rimanere tali.

Per capire anche solo lontanamente cosa volesse dire essere deportati in un campo di concentramento, ormai da anni esistono i Viaggi della Memoria per Auschwitz – ma anche per altri luoghi storici segnati dalle guerre – organizzati da varie associazioni e agenzie, inseriti spesso anche nei programmi scolastici a scopo educativo.

A partire dal Treno stesso, si percorrono quei binari che avevano portato uomini, donne e bambini verso un destino già segnato che non sapevano di avere, e che di certo non meritavano. Un’esperienza che tutti dovremmo fare, per prendere coscienza del nostro ruolo nella società, dei nostri valori e dei diritti che milioni di persone prima di noi hanno agognato, per i quali si sono battuti e hanno pagato con la vita per farceli ottenere.

Un dolore necessario

Tutti coloro che dimenticano il loro passato, sono condannati a riviverlo.

Primo Levi

Ecco una frase su cui vale la pena soffermarsi un attimo a riflettere. Siamo così tanto assorbiti dal vivere quotidiano, che le nostre giornate sono scandite piuttosto schematicamente da lavoro, studio, impegni personali e attimi in cui vorremmo solo staccare la testa, privandoci dell’umana necessità di ripercorrere le cose successe, nel bene e nel male. La frenesia è nemica della memoria.

A nessuno fa piacere rivivere situazioni spiacevoli, eppure, paradossalmente, sono proprio quelle che ci fanno crescere o meglio, è la nostra riflessione su questi fatti che ci permette di interiorizzarli, elaborarli, imparare dagli errori e trarne insegnamento per la vita.

Tutti affrontiamo dei traumi e riuscire a superarli significa capirli, attraversarli e accettarli, per fare in modo non si possano più ripetere. Il viaggio della memoria ad Auschwitz è sicuramente qualcosa di traumatico, anche per noi che siamo solo “spettatori” di un altro tempo, e che non l’abbiamo (fortunatamente) vissuto sulla pelle.

Ma un piccolo dolore è un male necessario per conoscere, e per capire come fare del bene: per sè e per gli altri. Ed è proprio l’importanza di non dimenticare il fulcro di tutto, ciò che ci permette di guardare avanti con speranza e consapevolezza, quel motore che può farci davvero costruire un mondo migliore.

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