Nascono i winecast, i podcast che parlano di vino

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E se ci fosse un modo più interessante dello studio di centinaia di scritti per ampliare le conoscenze sull’immenso mondo dei vini? Una via più rapida per diventare esperti, o perlomeno coscienti, delle principali caratteristiche della bevanda di Bacco? Faremmo tutti bella figura al ristorante e smetteremmo di basarci unicamente sul rapporto alcol-prezzo nella scelta della bottiglia.

Come dici? Certo, magari non tutti hanno questo metro di giudizio (ma molti si!)… c’è chi si fa ispirare dal nome o dal design dell’etichetta. Ma quanto puoi dire di saperne sulle qualità di un vino? Beh dall’ignoranza ci siamo passati tutti, nessuno escluso, e anche gli odierni sommelier all’inizio ignoravano le finezze che questo universo racchiude.

Il problema è che siamo costantemente assorbiti da impegni quotidiani, e mettere la testa su qualcosa di nuovo, anche se ci può interessare, a volte è davvero difficile. Ma se questa passione potesse essere coltivata anche nei “momenti morti” ad esempio in viaggio verso il lavoro o durante i mestieri di casa?

Ecco, allora rispondiamo alla domanda di prima: sì, esiste un modo più dinamico e veloce per esplorare il mondo dei vini e si chiama winecast.

Partiamo dal principio. Intanto cos’è un podcast? La definizione ufficiale – che come tutte le definizioni ufficiali è sempre piuttosto sterile e riduttiva – è: “Trasmissione radio diffusa via Internet, scaricabile e archiviabile in un lettore Mp3”.

Ovvero, sono dei programmi audio (non solo repliche o spezzoni radiofonici), generalmente divisi in episodi, che si scaricano dal Web attraverso piattaforme dedicate. Una di queste è Spotify, che tutti conosciamo come il servizio da cui ascoltare musica in forma più o meno gratuita, ma che ospita anche questo format di registrazioni, che possono essere di varia natura.

Ci sono podcast che parlano di attualità, altri che costruiscono delle storie narrate, di psicologia, podcast per imparare l’inglese o approfondire argomenti di settore; insomma, come i canali YouTube grazie ai quali ci informiamo su svariati temi, ma senza la parte visuale.

Il Covid si sa, ci ha imposto limiti, distanze e situazioni che mai avremmo pensato di vivere. Ed ecco che tra i vari metodi per avvicinare le persone grazie al digitale, è nata anche l’idea di raccontare il mondo del vino, ma con una dimensione più umana che mai: attraverso le voci stesse dei produttori e dei maggiori esperti di categoria.

Il progetto

La tecnologia, pur con tutti i suoi difetti, riesce a realizzare sempre qualcosa di meraviglioso: scoprire di più su quel vino, proprio da chi l’ha fatto, mentre lo si sta sorseggiando.

Il format è stato lanciato qualche mese fa da Etilika: si tratta di un’immensa enoteca virtuale, una cantina e-commerce di vini perlopiù italiani, e con questo progetto vuole poter “valorizzare il lavoro che c’è dietro ad ogni singola bottiglia”. Affiancando l’audio a ogni prodotto del catalogo, le persone possono innanzitutto orientarsi nella scelta del vino, e poi approfondirne le caratteristiche in fase di assaggio, una volta che la bottiglia verrà consegnata a casa.

Sono delle vere e proprie degustazioni guidate, come ha detto Michele Trotta, cofondatore e CEO di Etilika: diventa una “quasi chiacchierata” tra produttore e visitatore, come si usava fare nelle fiere e negli eventi, però in formato digitale.

Le persone cercano esperienze nuove come queste, che possano unire attraverso la distanza, e lo dimostrano gli ottimi risultati raggiunti con la campagna di crowdfunding di Etilika avviata a fine 2020 proprio per far decollare ed espandere questo progetto.

Altro obiettivo è infatti quello di costruire una vera e propria community tra gli appassionati, per far sì che i clienti si sentano parte attiva e possano instaurare nuovi legami tra loro, attraverso la conoscenza e lo scambio di opinioni.


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