Addio a Pau Donès, leader della band Jarabe de Palo

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Fonte foto: Di Lei

 

Addio a Pau Donès, leader della band spagnola Jarabe de Palo. Lo ha portato via una brutta malattia che dal 2015 ad oggi lo ha spento, con dignità e discrezione; malattia che ha raccontato in tutti questi anni e che tutti sapevano essere la causa del suo stop alla musica.

 

Oggi ci lascia a soli 53 anni, pochi giorni dopo aver lasciato un messaggio ai fan che faceva ben sperare: “ Torno per incontrare la mia gente e restare per sempre qua. Torno, perché la musica è tornata di nuovo nella mia testa. Torno, perché è tempo di condividere ancora i nostri sentimenti, torno perché tornare su un palco è la sola cosa a cui penso, torno per essere quello che ho sempre voluto essere“.

 

Il 28 maggio su Instagram festeggiava il milione di visualizzazioni per il suo ultimo video “Eso que tu me das”, un inno all’amicizia e all’amore, ciò che da sempre ha caratterizzato il suo essere artista, cantante e uomo.

 

Il suo debutto nel lontano 1997 con “La Flaca” tratto dall’omonimo album è diventato in poche settimane un tormentone estivo di portata internazionale e le sue hit, a distanza di anni, sono canzoni che entrano in testa e difficilmente vanno via. Di Depende, Bonito, Agua rimangono ancora oggi l’entusiasmo, la passione e la positività di Pau, così come le sue numerose collaborazioni: con Jovanotti per la famosissima Bonito e la traduzione italiana di Depende, con il gruppo italiano Modà per i successi “Come un pittore” e “Dove è sempre il sole” con Fabrizio Moro al Festival di Sanremo con “Non è una canzone”.

 

La notizia del suo addio giunge questa mattina al mondo attraverso il profilo Instagram del gruppo, con un commosso messaggio della famiglia che ringrazia l’equipe medica e tutto il personale degli ospedali che hanno tenuto in cura Pau per 5 lunghi anni. Anni che il leader degli Jarabe de Palo ha vissuto appieno, dedicandosi alla musica, alle sue passioni e alla scrittura. Nel 2017, infatti, è uscito il suo primo libro, “50 palos…e continuo a sognare” , non la solita biografia «perché le biografie puzzano di morto e io, per fortuna, non lo sono ancora» (così affermava nelle interviste) ma piuttosto un inno spensierato e autentico, commovente e divertente, alla musica e all’amore. La sua prima occasione di raccontarsi senza musica:  gli aneddoti con gli amici, le esperienze in giro per il mondo, il suicidio della madre, la paternità e la vera identità della famosa Flaca, la cubana che ha ispirato la sua hit.

Tanti gli artisti che hanno scritto oggi di lui e per lui, tra tutti l’amico Jovanotti “Ci eravamo scritti 3 giorni fa e come al solito era lui a rassicurare me. Mi mancherai tantissimo amico e maestro Pau. Mi é difficile crederci”.

 

Pau rimarrà l’uomo che attraverso la sua musica, regalava gioia, colore e ottimismo. Ci ha insegnato che tutto è relativo, “E che siamo di passaggio, come nuvole nell’aria, che si nasce e poi si muore in questa vita straordinaria…dipende”.

 

 

 


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