A pensarci bene, le vacanze estive non sono poi così lontane: quante volte abbiamo scelto un libro sbagliato e ce ne siamo accorti solo una volta arrivati? Troppo impegnativo per la spiaggia, troppo distante dall’umore di quei giorni, non in linea con il nostro mood del periodo. 

Per ingannare l’attesa, iniziamo già a pensare ai titoli da mettere in valigia e, per questo motivo, abbiamo selezionato 5 libri che parlano di estate, la respirano, la restituiscono con leggerezza.

La mia famiglia e altri animali di Gerald Durrell

Gerald Durrell aveva dieci anni quando la sua famiglia lasciò Bournemouth per trasferirsi a Corfù, nel 1935. La madre vedova, i fratelli Larry, Leslie e Margo, un bambino con la passione ossessiva per gli animali: questo è il materiale grezzo di un libro pubblicato nel 1956 che non ha mai smesso di circolare.

L’autore non racconta l’isola greca come destinazione turistica, ne parla come un territorio di scoperta, popolato da scorpioni, civette, gechi, tartarughe domestiche e personaggi locali memorabili come il tassista Spiro e il naturalista Theodore Stephanides. Il registro è tipico dell’umorismo inglese: ironico, affettuoso, mai saccente.

Da leggere se si cerca leggerezza intelligente, se si ama la natura mediterranea, se si vuole un libro da spiaggia che non faccia rimpiangere il tempo speso.

la mia famiglia e altri animali

L’invincibile estate di Liliana di Cristina Rivera Garza

Il titolo è un omaggio ad Albert Camus: «Nel cuore dell’inverno imparai finalmente che in me c’era un’invincibile estate». Cristina Rivera Garza lo ha scelto per raccontare l’estate più buia della sua vita, quando a Città del Messico, sua sorella Liliana — vent’anni, studentessa di architettura — viene uccisa dall’ex fidanzato il 16 luglio 1990.

Trent’anni dopo, l’autrice ne ricostruisce la storia attraverso quaderni, lettere, testimonianze. Il risultato è un libro ibrido, a metà tra memoir e giornalismo d’inchiesta, che nel 2024 ha vinto il Premio Pulitzer nella categoria Memoir or Autobiography. Non è una lettura leggera, è una lettura necessaria, attraversata dalla luce delle estati messicane e dalla violenza che può abitarle.

Da leggere se si è disposti a portare con sé qualcosa di scomodo, se si vuole capire cosa significa fare della scrittura uno strumento di giustizia.

L’isola di Arturo di Elsa Morante

Procida, fine anni Trenta. Arturo Gerace cresce solo nella Casa dei Guaglioni, con un padre quasi sempre assente che ha trasformato in eroe. L’isola è il suo mondo intero: il mare, la cagnetta Immacolatella, i racconti che si inventa. Poi arriva Nunziata, la giovane matrigna e con lei la fine dell’infanzia.

Elsa Morante pubblicò il romanzo nel 1957 e vinse il Premio Strega — fu la prima donna a riuscirci. La prosa è lirica, densa, deliberatamente lontana dal realismo che dominava la narrativa italiana di quegli anni. L’autrice costruisce un’atmosfera mitica, sospesa, dove l’estate mediterranea è anche una categoria interiore.

Da leggere se si ama la letteratura italiana del Novecento, se si è diretti verso le isole del Golfo di Napoli, se si è in cerca di un classico che non ha nulla di scolastico.

Di qua dal paradiso di Francis Scott Fitzgerald

Francis Scott Fitzgerald aveva 23 anni quando scrisse questo romanzo e lo pubblicò il 26 marzo 1920. Grazie al compenso ricevuto, otto giorni dopo sposò Zelda Sayre.

Amory Blaine è un giovane affascinante e irrequieto dell’alta borghesia americana. Studia a Princeton, si innamora più volte e con la stessa intensità ogni volta, parte per la guerra, torna in una società che non riconosce più. È un romanzo di formazione costruito sulla perdita delle illusioni, con tutta l’energia frenetica degli anni che precedono i ruggenti Venti. Il jazz-age comincia qui, ancora prima di avere un nome.

Da leggere se si amano Fitzgerald e Il Grande Gatsby e non si è ancora letto l’esordio, se si è nella fase della vita in cui si crede che tutto sia possibile o se quella fase è appena finita.

La bella estate di Cesare Pavese

Cesare Pavese scrisse questo breve romanzo in poco più di due mesi, nel 1940. Lo pubblicò nel 1949, insieme a Il diavolo sulle colline e Tra donne sole, come trittico e il volume vinse il Premio Strega nel giugno del 1950. Pochi mesi dopo, il 27 agosto, Pavese si suicidò in una stanza d’albergo a Torino.

Ginia ha 16 anni, lavora come sarta, vive con il fratello Severino. Attraverso Amelia, modella, entra nel mondo della bohème artistica torinese di fine anni Trenta e si innamora del pittore Guido. L’estate è la stagione in cui tutto comincia e tutto finisce: l’attesa, il desiderio, la disillusione. Non è un libro triste, ma porta con sé il peso di tutto quello che verrà.

Da leggere se si vuole un classico breve e intenso, se si cerca un’estate raccontata con la precisione di chi sa che non durerà, se non si è mai letto un libro di Pavese.

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