Può la musica avere un reale valore terapeutico? Che sia la nostra più grande amica negli up&down della vita, fedele compagna nelle gioie e nei dolori, tra note emotive e parole che colgono alla perfezione lo stato d’animo del momento, è indubbio. Ma c’è chi del nesso musica-terapia ha fatto un vero obiettivo professionale e di vita.

Andrea Montesano, psicologo, psicoterapeuta e critico musicale grazie agli studi al Saint Louis College of Music, integra alla sua professione la passione per la musica, da sempre. Da qui la Songtherapy, un originale quanto concreto approccio clinico adottato dall’autore che utilizza la canzone come strumento terapeutico di crescita personale. E così, dal proprio lettino, le canzoni diventano la chiave di accesso al vissuto personale, alla rielaborazione delle emozioni e delle esperienze. 

Canzoni sul lettino: come fare psicoterapia con i Fask” (Ancora Editrice) in collaborazione con Woodworm Label, che ne firma la prefazione, è un esperimento terapeutico che prende in prestito le parole di Aimone Romizi e compagni e le trasforma in una riflessione ben più profonda sulle tematiche più frequenti, più intense, dure da affrontare sdraiati su di un lettino. 18 i capitoli sviscerati dalle note e parole di 18 brani dei Fast Animals and Slow Kids: dalla resilienza alla speranza, dal cambiamento, al tempo che passa e al coraggio nell’affrontarlo, dall’amore perduto al perdono. L’input musicale si trasforma presto in un approccio terapeutico che apre alla riflessione, all’interpretazione personale fino alla personalizzazione della terapia. Una lettura della musica contemporanea in una nuova, stimolante prospettiva, un input musicale che scava dentro se stessi, dalla libera interpretazione di un testo al naturale passaggio terapeutico.

Quello della Songtherapy non è un metodo bensì un approccio e in queste pagine troverete esattamente tutto ciò: la possibilità di leggere l’umanità di ciascuno di noi attraverso diversi temi di rescita personale mixati con i testi di alcune canzoni che per qualcuno potranno rivelarsi come terapeutici, per altri no. E anche qui, andrà bene così. Le canzoni diventano terapeutiche non per una qualità universale intrinseca, ma perché rispecchiano qualcosa di speciale, intimo e significativo per ciascuno.

 Così Montesano apre il suo libro che va ad inserirsi in un percorso già precedentemente avviato con «La psicologia del rock» (2017) e «Ma il cielo è sempre più rock» (2022). È in quest’ultimo step, però, che si fa un passo in avanti, attribuendo ufficialmente alla musica un ruolo determinante in un processo ben più profondo, quello della cura.

Tra i capitoli, Montesano si lascia andare ad approfondimenti clinici, alternati a piccole incursioni di cultura musicale contemporanea. Da psicoterapeuta e critico musicale, suggerisce una via musicale in base al proprio vissuto, un ascolto attento e consapevole di canzoni viste come preziose “prescrizioni” terapeutiche attraverso cui sviluppare l’assertività, la resilienza ed infine la guarigione.

Canzoni sul lettino: come fare psicoterapia con i Fask” è una lettura necessaria per chi affronta i proprio demoni con la musica di sottofondo. Perchè sì, le canzoni ti possono salvare la vita. E Montesano ci spiega come.

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