Fonte foto: wikipedia.org
Michael Jackson è stato un genio della musica e della danza, con il suo stile unico che ha infiammato i cuori dei suoi fan nei videoclip e nelle esibizioni live. I motivi del suo successo, divenuto globale e ora tornato in auge grazie all’uscita del biopic a lui dedicato, interpretato da suo nipote Jaafar, sarebbero davvero molti; oggi ne esamineremo cinque insieme a voi.
La lunga gavetta
Michael Jackson ha fatto il botto nel 1982 con l’album “Thriller”, che ha battuto ogni record ed è tuttora al vertice dei dischi più venduti di tutti i tempi (tra le 70 e oltre le 100 milioni di copie stimate) quando aveva solo 24 anni, ma in realtà era già divenuto celebre da ragazzo, come voce di punta dei The Jackson 5, gruppo composto da soli fratelli.
Dimostrando doti da bambino prodigio nel canto e nel ballo a soli undici anni, quando il gruppo debuttò con la mitica etichetta discografica Motown nel 1969, di proprietà afroamericana, Michael è cresciuto nel mondo dello star system ed è stato costretto presto a rinunciare alla propria infanzia, ma ha acquisito una capacità unica di stare su un palco, cantando di fronte a un pubblico di migliaia di persone, e una sorta di fiuto per i gesti e la musica che catturavano l’attenzione dei fan.
Le persone giuste
Con la sua lunga gavetta che l’ha portato al successo, Michael Jackson è entrato in contatto con parecchie persone di rilievo nel mondo della musica. La cantante Diana Ross è una delle sue mentori più celebre. L’interprete, lanciata dalla Motown nel 1969 con il gruppo delle Supremes e poi divenuta solista nel 1970, vantava stuoli di fan grazie a singoli di successo come “Ain’t No Mountain High Enough”, “Upside Down” e “Endless Love”. Michael, da giovane, ha vissuto con lei per un certo periodo e ne ha studiato il comportamento, ricalcando il suo stile di canto e le mosse di danza; secondo alcuni esperti di gossip dell’epoca, la loro intesa era così forte da aver portato anche a un flirt, mai sfociato tuttavia in una vera e propria relazione.

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Nel corso del tempo, Michael ha registrato delle canzoni con alcuni dei maggiori artisti dell’epoca. Celebri sono le sue collaborazioni con Paul McCartney per il brano “The Girl Is Mine”, con Stevie Wonder per “Just Good Friends” e con il produttore Quincy Jones, che ha lavorato ai suoi album “Off the Wall”, “Thriller” e “Bad”, oltre a quelle con il chitarrista Eddie Van Halen per il brano “Beat It” e con Slash per “Black or White” e “Give In to Me”.
I gesti iconici
Oltre che per lo stile di canto unico, con una voce che si estendeva per tre ottave caratterizzata da vocalizzi ritmici e da un passaggio veloce dal registro pieno al falsetto, Michael Jackson è diventato famoso per i suoi passi di danza e per i gesti iconici. La prima volta in cui ha stupito il pubblico è stato il 25 marzo 1983, durante uno show per celebrare il 25º anniversario della Motown, quando si è esibito dal vivo sulle note di Billie Jean e ha compiuto il suo moonwalk, una serie di passi all’indietro che sembrano sfidare le leggi della fisica, e il Toe stand, indossando un singolo guanto ricoperto di strass. Vi consigliamo di guardare l’esibizione su YouTube e di fare attenzione alle grida di gioia del pubblico che hanno accompagnato il primo moonwalk della storia di Jacko, come l’artista era soprannominato con affetto dai suoi fan, per farvi travolgere dall’entusiasmo di quella serata.
I gesti e i movimenti di danza che Michael ha reso indimenticabili sono davvero parecchi, ma non possiamo fare a meno di citare anche l‘anti-gravity lean (inclinazione antigravitazionale), che ha mostrato per la prima volta nel video di “Smooth criminal” e ha ripetuto più volte nei suoi concerti.
I video originali
Michael Jackson ha lasciato il segno anche nel mondo dei video musicali. Complice l’appena nata emittente televisiva MTV!, che per la prima volta ha contribuito al successo dei singoli musicali mandando in onda dei videoclip, Michael ha realizzato, più che dei semplici video, dei veri e propri cortometraggi indimenticabili.
Impossibile citare tutti i video di Michael che si distinguono per originalità, perché sono davvero tantissimi. Ci limitiamo a menzionare “Thriller” (1983) diretto da John Landis, spaventoso adattamento horror di uno dei brani più iconici di Michael, “Bad” (1987) diretto dal regista premio Oscar Martin Scorsese, che mette in scena con efficacia una storia di criminalità giovanile, il trascinante “Beat It”, in cui delle gang contrapposte finiscono per ballare insieme a ritmo di musica (a quanto pare, per realizzare il video furono scritturati dei membri veri di gang) e “Smooth Criminal” (1988), in cui Michael spicca tra tutti i ballerini con il suo elegantissimo completo bianco e il cappello Fedora
L’umanità
Al di là delle numerose polemiche e accuse che hanno travolto questa figura iconica mentre era ancora in vita, Michael Jackson è sempre apparso come una persona dotata di grande umanità. Timido e riflessivo lontano dai riflettori, sul palco donava tutto sé stesso per offrire al suo pubblico delle esibizioni emozionanti. Nei numerosi video di interazione con i fan, Michael appare sorridente, disponibile a rilasciare autografi e a posare per delle fotografie insieme, all’apparenza senza mai stancarsi. Le foto dei suoi primi tempi mostrano una persona che sorride con la gioia innocente di un bambino, quelle da adulto un individuo più segnato da dolori, ma sembra comunque che, nei rapporti con lo staff che lo circondava, fosse sempre rispettoso e gentile in maniera spontanea.
Il pubblico di allora ha sempre percepito questa sua profonda sensibilità, presentandosi in massa ai suoi concerti e apprezzando anche le sue battaglie per i diritti civili e le sue donazioni a cause benefiche. Il pubblico di oggi, forse, può percepire ancora qualche scintilla di quell’incredibile misto di originalità e umanità nel biopic a lui dedicato e uscito di recente, “Michael”.

Appassionata di lettura fin da bambina, amo scrivere storie che mi fanno sognare, soprattutto di genere fantasy, fantascienza e romance.
Sulla rivista Il lettore di fantasia ho pubblicato il racconto di fantascienza “Il pianeta della memoria”, con la casa editrice Delos Digital il racconto lungo di genere chick lit “Fil Rouge”, con la casa editrice Wizards & Blakholes i racconti lunghi “L’orologio della verità”, “Alizée” e “Il drago d’acciaio”, e con Nativi Digitali Edizioni il romanzo “Fernweh”, di genere fantascientifico.
Il mio ultimo romanzo pubblicato è “Il Pugnale dei Poeti”, un high fantasy uscito con la casa editrice Lumien, mentre sulla piattaforma Wattpad è disponibile il mio romanzo “Il ragazzo con l’aura d’argento”, un urban fantasy.