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Tiziano Ferro è tornato dopo ben tre anni dal suo ultimo album “Accetto miracoli”. “La vita splendida” ha anticipa il suo ottavo lavoro: “Il mondo è nostro”, uscito l’11 novembre scorso con 13 brani inediti.

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Un titolo che è tutto un programma. Specialmente per chi lo segue sin dai suoi esordi. E conosce la sua vita sofferta e travagliata di cui non ha mai fatto alcun mistero. Una storia che è stata approfondita nel migliore dei modi nel suo docufilm “Ferro”.
Chi avrebbe mai pensato che un giorno proprio quel Tiziano di vent’anni fa (ebbene sì, tanti quanti sono i suoi anni di carriera), pieni di insicurezze e dolori nell’anima, avrebbe cantato un giorno un brano dal titolo tanto evocativo? Ebbene quel giorno è arrivato, il che è meraviglioso. Non solo per lui, ma anche per noi che possiamo prenderne esempio, ricordandoci che ai momenti bui c’è sempre fine, se si ha il coraggio di affrontarli nel migliore dei modi.
Il significato profondo
Una ballad intensa e ricca di significato, scritta con la collaborazione di Brunori Sas e Dimartino. Impossibile non emozionarsi davanti a tanta semplicità e bellezza, dove il cantautore ci tiene a ricordare quanto sia importante vivere al massimo delle proprie possibilità, senza avere paura di nulla. E detto da lui che ne ha dovute affrontare davvero tante, fa veramente un effetto pazzesco.
Amati più che puoiE poi amati come vuoiE lascia stare chi ti punta sempre il ditoE lascia stare chi non l’ha capitoMettiti quel vestitoAnche se dicono che non ti staE smettila di dire sempreChe per ballare non hai più l’età
E poi chiediti come staiDa quanto tempo non lo fai?Tu che eri una che viveva d’istintoOra al futuro ci credi a stentoTu che per sempre non esiste maiChe non esiste chi ama come noiTu che più cadi più ritorni in piediTu che alla fine ancora un po’ ci credi
Ci crediA una vita cosìChe anche quando ti spettina è splendida, sìSembra quasi una corsa ad ostacoliE tuTu vuoi battere il record mondialeAnche quando il traguardo scompareSplendida, sì, splendida
Splendida malinconiaSplendida quella bugiaChe ti tiene prigioniera da vent’anniE aggrappata a una fotografiaSplendida anche questa lunaChe non hai certo fabbricato tuSplendida la pauraDi dire a tutti che ora vuoi di più
Da una vita cosìChe anche quando ti spettina è splendida, sìÈ una specie di corsa ad ostacoliE tuTu vuoi battere il record mondialeAnche quando va tutto a puttaneAnche se a volte vorresti morire
Io la voglio lo stessoUna vita cosìA pensarci mi vengono i brividiMa io la voglio cantareAnche quando l’orchestra scompare
Il video ufficiale

Sono quella che in prima elementare si annoiava mentre la maestra spiegava le lettere dell’alfabeto ai suoi compagni di classe, perché le conosceva già da almeno un anno. Sin da quei tempi, durante i temi in classe sarei stata capace di riempire con pensieri e parole dieci fogli protocollo. Scrivere per me è un’esigenza, la mia costante, una delle poche cose che mi fanno realmente sentire giusta in questo mondo, insieme alla gentilezza e ai miei sorrisi. Trentatré anni, diplomata come tecnico dei servizi sociali e qualificata assistente di studio odontoiatrico, ho cambiato diverse volte strada, ma il bisogno di scrivere mi ha sempre seguito come se fosse la mia ombra.