La Giornata della Gastronomia Sostenibile è stata istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 21 dicembre 2016, data la crescente importanza della prevenzione e promozione della salute all’interno delle politiche sanitarie che hanno riconosciuto la gastronomia non solo come espressione culturale legata alle naturali differenze che contraddistinguono il nostro pianeta, ma anche come “medicina” per gli esseri viventi.

L’organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) si è orientata verso l’offerta agroalimentare come rapporto tra cibo e salute, che può essere definitivo, come sinonimo di benessere psico-fisico nella nostra quotidianità affinché i consumatori possano avere una condotta alimentare salutare e più corretta. Questo è uno tra gli obiettivi dell’agenda 2030 dell’ONU per lo sviluppo sostenibile, sottoscritta il 25 settembre 2015 da 193 Paesi delle Nazioni unite, tra cui l’Italia, che include 17 obiettivi.

Il concetto di sostenibilità è nato negli anni ’70, quando si prese coscienza che le risorse naturali del pianeta non erano infinite e della sempre più presente necessità di preservare la biodiversità del patrimonio naturale, rispetto agli eventi adottati in passato considerando, in tal modo, i fragili equilibri di un sistema complesso qual è quello ambientale.

L’impegno e l’apprendimento per la sostenibilità implica la promozione, la valorizzazione, la comunicazione della cultura che lega i differenti cibi e territori, le loro valenze socioculturali, economiche e ambientali.

Tutti noi consumatori italiani possiamo partecipare alla giornata della gastronomia sostenibile innanzitutto interessandoci al patrimonio enogastronomico dell’Italia, che per nostra fortuna è il più variegato al mondo, e poi studiando quali sono le materie prime che si producono nella nostra penisola, imparando le tradizioni locali e i legami tra cibo e cultura, acquistando cibi possibilmente a km 0, magari direttamente dal produttore, preferibilmente di stagione, con la consapevolezza di comprare quello che serve per evitare sprechi sia di cibo che di acqua, la nostra fonte più preziona e indispensabile.

 

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