Sappiamo che il nostro paese è costellato di storia e di arte. Le città d’arte come Roma, Firenze, Venezia, Napoli, solo per citarne alcune delle molte che ospitano piccoli e grandi tesori del nostro patrimonio di conoscenze.
Ma esistono anche piccoli borghi che si fregiano di pregevolissime opere di grandi artisti sia del passato che contemporanei. Un tesoro diffuso, quasi nascosto che anima la nostra terra e che ne ribadisce l’importanza culturale e che va oltre le amenità delle strutture architettoniche spesso molto pittoresche.

A Montevarchi, in provincia di Arezzo, per esempio, esiste il bellissimo affresco della “Madonna del parto” di Piero della Francesca (1412 circa-1492), realizzato nel 1455 e che ora si trova ospitato nel museo omonimo. Dello stesso autore in un altro paesino toscano: San Sepolcro, troviamo “La Resurrezione” datato tra il 1450 3il 1463.

In uno dei comuni in provincia di Perugia, reputato tra i più belli d’Italia: Cisterna Umbra si trova invece, nella chiesa di San Francesco, una statua in terracotta policroma realizzata da Donatello (1386-1466) tra il 1415 e il 1420, che rappresenta la Madonna in posizione eretta con in braccio Gesù bambino.
Un altro piccolo capolavoro è conservato a Cefalù in Sicilia presso il Museo Mandralisca. Si tratta del “Ritratto d’ignoto marinaio” di Antonello da Messina (1430-1479). Un espressivo ritratto dipinto a olio su tavola datato 1465-1476, per il quale molte ipotesi si sono susseguite di chi fosse realmente l’effige del personaggio che sorride sornione dalla cornice.
I borghi dei murales
Ma veniamo a tempi più recenti per trovare paesini che prima dei grandi murales che oggi compaiono nelle città, hanno avuto l’idea e il coraggio di dipingere e far dipingere i muri delle case anche da artisti di fama internazionale.
In Sardegna a Orgosolo già prima degli anni settanta, o San Sperate dove sono anche presenti le sculture musicali di Pinuccio Sciola (1942-2016). O in Abruzzo ad Aielli divenuto oggi un “quadro a celo aperto” dopo essere stato ricostruito dopo il terremoto del 1915. O ancora Casoli in Toscana dove le facciate raccontano storie; o Rocca di Papa alle porte di Roma e Diamante in Calabria.
Solo alcuni; ma come non ricordare le sculture presenti a Pecioli, in provincia di Pisa, dove l’impianto di depurazione è stato reso vivibile e impreziosito da manufatti ricavati da prodotti industriali.

In ultimo, ma non ultimo vorrei ricordare il “Creto di Gibellina” la grande opera di Alberto Burri (1915.1995) che ricopre come un sudario di cemento le rovine del paesino siciliano distrutto dal terremoto del 1968.

Dopo aver seguito studi artistici si interessa appassionatamente ad approfondire i meccanismi e l’evolversi della storia dell’arte contemporanea.
Proprio in qualità di critico d’arte e corrispondente, negli anni ’80 e ’90, ha firmato saggi e recensioni per alcuni dei maggiori periodici del settore, tra i quali: Terzoocchio delle edizioni Bora di Bologna, Flash Art di Milano Julier di Trieste ed il genovese ExArte .
Inoltre affiancherà attivamente come consulente la famosa galleria d’Arte avanguardistica Fluxia durante tutto il periodo della sua esistenza.
Ha partecipato all’organizzazione di numerosi eventi, tra i quali l’anniversario del centenario dell’Istituto d’Arte di Chiavari e la commemorazione del trentennale della morte del poeta Camillo Sbarbaro a S. Margherita L.
Nel 2010 pubblica il suo primo romanzo: “La strana faccenda di via Beatrice D’Este”, un giallo fantasioso e “intimista”.
Nel 2018 pubblica il fantasy storico “Tiwanaku La Leggenda” ispirato alla storia ed alle leggende delle Ande pre-incaiche.
Attualmente collabora con alcuni blog e riviste on-line come “Chili di libri, “Accademia della scrittura”,
“Emozioni imperfette”, “L’artefatto”,” Read il magazine” e “Hermes Magazine” occupandosi ancora di critica d’arte e di recensioni letterarie.