Il Natale ha ispirato nel corso dei secoli moltissimi artisti, che hanno inserito nelle proprie opere iconografie e simboli collegati alla natività più importante per la religione cristiana. A partire dall’arte paleocristiana per arrivare fino ai nostri giorni, il Natale è diventato una tematica ricorrente nella storia dell’arte, che ha portato alla realizzazione di veri e propri capolavori.

Il Natale nell’arte paleocristiana e nel Medioevo

La nascita di Cristo è stata raffigurata fin dall’inizio in opere legate alla tradizione cristiana, già a partire da alcune rappresentazioni nelle catacombe di Roma, come quella di Priscilla e San Sebastiano, con iconografie simboliche che puntano l’attenzione sulla culla e sulla stella, che rappresenta la luce divina che rischiara le tenebre, e il bue e l’asino, simboli della natura che riconosce la divinità di Gesù.

In età bizantina ebbero grande successo le icone, in cui le raffigurazioni della natività erano realizzate su pannelli di legno dorato, che dava ancora più rilevanza alla nascita rappresentata e alle figure coinvolte, con Maria spesso inserita in una posizione centrale.

A partire dal Medioevo, la raffigurazione del Natale è divenuta una tradizione nelle opere a tema religioso e, soprattutto, è apparsa non solo in affreschi, ma anche nelle pagine finemente dipinte dei manoscritti, con raffinatissime miniature decorate con tinte brillanti e foglia d’oro, e nei complessi scultorei inseriti nei timpani delle chiese e nelle pale d’altare.

Tra le opere di epoca medievale da non perdere compaiono la Natività di Giotto nella Cappella degli Scrovegni di Padova, intrisa di umanità, e la Natività della Vergine di Pietro Lorenzetti, uno spaccato di vita quotidiana ricco di colore.

Il periodo del Rinascimento e del Barocco

Il Rinascimento, uno dei periodi più fortunati per la rinascita dell’arte, ha continuato a portare avanti le simbologie tradizionali legate al Natale, come l’Adorazione dei Pastori, che rappresentavano la quotidianità, e soprattutto dei Magi, figure ammantate d’esotismo che recavano doni come simbolo di regalità.

In questa epoca storica le rappresentazioni sono divenute più elaborate, con l’aggiunta di numerosi elementi sia umani che naturalistici, e soprattutto ricche di dettagli signorili, come si può vedere per esempio nell’Adorazione dei Magi di Gentile da Fabriano, in cui prevale l’oro nelle vesti sontuose dei personaggi rappresentati. Nell’iconografia dell’epoca si puntava anche su un uso sapiente dei colori, adoperando spesso il rosso, che indicava il sacrificio di Cristo, e il bianco e il blu nelle vesti della Madonna, simbolo di purezza.

Natale nell’arte: iconografie e simboli attraverso i secoli

Fonte foto: wikipedia.org

Con il passaggio all’epoca del Barocco, la natività divenne un evento carico di drammaticità; gli artisti del tempo, come per esempio Caravaggio nella sua Natività con i santi Lorenzo e Francesco d’Assisi, adottarono pose significative e soprattutto un uso sapiente del chiaroscuro, modulato da una luce intensa che irrompe nei dipinti.

L’epoca moderna

Con il passare del tempo, le raffigurazioni della natività sono diventate sempre più astratte, come per esempio è accaduto nell’epoca surrealista nella litografia a colori Iesu Nativitas di Salvador Dalì o nella Natività di Marc Chagall.

L’avvento dell’epoca moderna ha secolarizzato le simbologie del Natale e dato maggior rilievo a opere laiche anziché a quelle a tema religioso. Artisti come Thomas Nast hanno reso popolare l’immagine di Babbo Natale, un’evoluzione storica della figura di San Nicola, raffigurandolo come un uomo gioioso e rubicondo che porta regali ai bambini. Di conseguenza, si è diffusa in tutte le case la tradizione originaria della Germania di ornare un albero di Natale con luci e decorazioni di ogni tipologia e grado di raffinatezza, e l’abitudine di scambiarsi eleganti biglietti d’auguri, a volte così raffinati da essere delle vere e proprie opere d’arte.

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