Il Lago del Matese sito tra i monti Miletto e Gallinola, rappresenta un gioiello di inestimabile valore.

Formatosi circa cento milioni di anni fa, il Lago trae origine dallo scioglimento dei ghiacciai dei monti circostanti e da alcune sorgenti che lo alimentano tutto l’anno. Vista la sua non giovane età, sono stati scoperti, nei pressi del Lago, numerosi giacimenti fossili. Un esempio è dato dal vicino sito paleontologico di Pietraroja, in cui è stato riportato alla luce, tra i tanti reperti, il cucciolo di dinosauro soprannominato Ciro.

La storia

Il Lago del Matese è il Lago di origine carsica più alto d’Italia, infatti si trova a 1007 m di altezza, protetto dalle imponenti cime del Miletto e della Gallinola che si specchiano nelle sue acque creando, al tramonto, un caleidoscopio di colori mozzafiato. Si raccoglie nel fondo di una grande fossa, nel fianco meridionale della fossa si aprono i più importanti inghiottitoi, che smaltiscono l’eccesso delle acque del lago, create dall’uomo intorno al 1923 ed è pressochè da quel momento che l’uomo arbitra in qualche modo le sorti di questo lago. Utilizzando la sua massa d’acqua industrialmente dalla società meridionale di elettricità. Il Lago un tempo presentava cambiamenti periodici nella sua biologia con le grandi variazioni stagionali di livello: circondato da una zona sparsamente popolata di piante anfibie e con il fondo spesso ricoperto da abbondante vegetazione sommersa, situazione che si è inevitabilmente andata modificando nel tempo.

Come esplorarlo

Questo Lago è il paradiso della biodiversità e il miglior modo per esplorarlo è in kayak o in canoa. Pagaiando lungo il Lago si avrà modo di vedere lo spettacolo custodito sotto l’acqua: una meravigliosa e rigogliosa foresta sommersa dove si nascondono Lucci, Carpe e Tinche. Le immagini che possono riprendere dall’alto l’escursione con il mezzo nautico scelto, permettono di vedere tutta la maestosità di questa foresta nascosta lasciando l’osservatore senza fiato. 

Temporali d’autunno, neve d’inverno, rugiada e primavera. L’acqua ha scavato, arrotondato e modellato. Come uno scalpellino lento e paziente, ha disegnato nel calcare del Matese morfologie uniche nel loro genere ma il vero tesoro di questo lago resta il contesto floro-faunistico che è uno dei più variegati d’Italia.

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