Il corpo e l’anima da Donatello a Michelangelo. Mostra a Castello Sforzesco

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Un tema centrale quello del corpo e dell’anima. Oggetto delle dispute più varie. Dalle posizioni dualistiche a quelle monistiche; l’anima come prigione del corpo o il contrario, nell’accezione che ne avrebbe invece avuto Foucault. Anima e corpo come tutt’uno, o separati come avrebbe voluto Cartesio. Certamente un tema squisitamente rinascimentale. Già perché è proprio nel periodo che va da Donatello a Michelangelo, in quei sessant’anni di interregno che vediamo un’evoluzione delle riflessioni sull’argomento. Quale mezzo espressivo migliore poteva essere scelto se non la scultura. Quella che già Aristotele usava come esempio per definire i sinoli tra l’estensione e la forma. Perché proprio nell’arte scultorea vediamo il materiale, che sia marmo o gesso, legno etc. prendere la forma. Quella che ossessionava Michelangelo a tal punto da domandare alla statua di Mosé: “perché non parli?”.

Dal 21 luglio al 24 ottobre al castello Sforzesco viene raccontata attraverso sculture di vari artisti che hanno operato in quel periodo, la concezione rinascimentale del corpo e dell’anima. Almeno, lo vedremo dalle loro opere. Perché dall’arte, spesso, si capisce molto di più su un’epoca di quanto non si capisca dai trattati. Nell’arte emerge ciò che sfugge alla comprensione. Il proprio tempo si fa sentire proprio nell’opera. Il gusto, dunque i valori. Sono state selezionate 120 opere oltre che di Donatello e Michelangelo (visti come punti che congiungono una linea chiusa, o anche un segmento) anche di Pollaiolo, Verrocchio, Bambaia, Leonardo etc. Tanti artisti rinascimentali suddivisi in quattro sezioni:

Guardando gli antichi, il furore e la grazia, concentrata sulla ricerca delle forme classiche come espressione dell’anima sulla materia.

L’arte sacra, commuovere e convincere che sembra riecheggiare quel senso della persuasione caro a Carlo Michaelstaeder.

Da Dioniso ad Apollo dove invece si vedono i due poli della metafisica di Nietzsche nell’interpretazione delle figure

Roma Caput mundi concentrata sul titanismo Michelangiolesco.

La mostra è curata da Marc Bormand, Beatrice Strozzi e Francesca Tasso. Promossa da Beppe Sala, rende Milano, quella città vicina all’Europa, sede di cultura, quest’ estate, e occasione per riflettere sui temi cardini del pensiero tramite opere manuali, laddove la verità si mostra e il pensiero tradendo la ragione, viene condiviso. Un’occasione per approfondire un tema già aperto, senza dover elucubrare, ma solo osservando, in particolare quel Rinascimento che proprio in questi anni si ripropone come modello, in questo periodo di crisi scientifica e culturale, laddove abbiamo bisogno di osservare nel concreto l’umano, e non nelle sue effimere ierofanie. 


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