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Del Verde: siamo come Sandra e Raimondo

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Fonte copertina: Simpaticomimetica

Ci sono canzoni che le ascolti una volta e ti fanno sorridere. Oggi voglio proprio parlarvi di una queste. “Del Verde” di Calcutta. E come si comincia a parlare di una canzone così diversa da quello che passo nelle cuffiette di solito. Beh,  parto con il dirvi che il primo ascolto è stato davanti al binario della Metropolitana Gialla di Milano, con il mio fidanzato che mi abbracciava e mi cantava: “Ti presterò i miei soldi per venirmi a trovare” ed in quel frangente non sapevo se ridere, se piangere o se semplicemente lasciarlo fare. Però ecco, dopo poco ha cominciato a diventare orecchiabile, anche per merito della meravigliosa voce di Francesca Michielin.

del verde

Fonte:La Repubblica

“Del Verde” cosa ci insegna?

Preferirei che non esistesse al mondo
Nemmeno la città più bella che io abbia visto
Preferirei perderti nel bosco
Che per un posto fisso

In realtà è una canzone che va analizzata partendo dal basso, ovvero dalle piccole cose che poi sono quelle che piacciono di più alla sottoscritta. E’ una canzone che va ascoltata e contestualizzata proprio in quell’attimo lì, quello dove la vita scorre un po’ più lenta  facendosi respiro e vento. Potrebbe raccontarci di un abbraccio, di come l’amore sia fatto di piccoli gesti e persino che la gente intorno, in determinate situazioni può pure sparire, perché l’amore va vissuto in modo semplice ed unico lontano dalla troppa evidenza della vita.

L’amore non è qualcosa di eclatante

Preferirei del verde tutto intorno

Interpretare le parole di Edoardo, il cantante, non è semplice, ma forse nemmeno cosi tanto complicato. Lui  è uno di quelli che spiega “il non detto”, ne ascolta il silenzio e si fa portavoce sopra un palco e dentro una canzone di  quei cuori malinconici che non ambiscono a chissà quali dimostrazioni per essere considerati. L’amore in Del Verde è qualcosa di semplice, puro ed essenziale. Che sta in mezzo alla gente senza neppure farsi riconosecere.

“Vestiti da Sandra che io faccio il tuo Raimondo”

La realtà vuole che le coppie siano quelle alle quali siamo abituati. No? Quelle che condividono la loro gioia, i loro viaggi, e tutto il resto su piattaforma social, senza però avere quello spirito in piu, che forse avevano le coppie di una volta. Ecco paragonare la propria storia d’amore ad una storia come quella di Sandra e Raimondo, ci fa vedere l’amore come una cosa, per lo piu normale. Per lo piu semplice. Per lo piu, meno complicata dei tatuaggi di Fedez e dei brand della Ferragni. Sapete a volte ci penso, e mi viene un po’ la malinconia: ma l’amore è davvero quella cosa qui? Quella che tutti vedono e non quella che in due sentono?

Basterebbe solo una notte per…

Ci vorrebbe una notte, una notte, una notte
Soltanto per viaggiare
Una notte, una notte, una notte
Per ricominciare

Basterebbe davvero solo la notte. Perché la notte non ha la stessa valenza della luce. Quella che ci fa vedere tutto, quella che ci permette di vivere senza fare troppo caso al nostro dentro. E invece Calcutta, ci riporta proprio a quell’intimità magica che va oltre al semplice sesso, ma si fa campagna, montagna, goccia di rugiada, brezza della sera.

L’amore raccontato in una canzone

L’amore ci ridà la libertà. E non solo l’amore verso un altro persona, ma anche verso se stessi, anche verso la natura. Che sa consolare. Che sa abbracciare. Che sa essere coperta e cioccolata calda, in un mondo troppo gelido.

 

 

 


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