Lo stile, che rifacendosi al classico lo ammanta però di una elegante naturalità e la padronanza nel disegno e nell’utilizzo delle prospettive della pittura di Raffaello Sanzio (1483-1520) ha contribuito non solo alla sua fama e al successo, ma anche ha anche elaborato un’efficiente “bottega” romana che vedeva impegnati collaboratori e allievi, i quali furono influenzati dalla tecnica pittorica del maestro ma riuscirono, però, dopo la prematura morte di Raffaello, anche ad  elaborare linguaggi personali e a ricevere commesse in tutt’Italia.

1. Giulio Romano

Allievi ed emuli di Raffaello

Giulio Pippi de’ Jannuzzi detto Giulio Romano (1499-1546) fu l’allievo prediletto, colui che completò i progetti  rimasti incompiuti del maestro. Nel 1524 si trasferì a Mantova, alla corte di Federico II Gonzaga, dove svolse mansioni di architetto (progettando l’ampliamento dello stesso Palazzo Ducale, la sistemazione dell’interno del Duomo, l’edificazione del Cortile della Cavallerizza e del Palazzo Tè), scenografo e pittore. Emblematica della sua pittura è la famosa “Sala della caduta dei giganti” proprio all’interno di Palazzo Tè.

2. Giovan Francesco Penni

Allievi ed emuli di Raffaello

Giovan Franceco Penni detto il Fattore (1488-1528) segue Giulio Romano a Mantova  dopo aver collaborato con lui al completamento a Roma gli affreschi della “Sala di Costantino” e le “Trasfigurazione” e “Assunzione di Maria Vergine” già impostate dall’Urbinate.  Alla corte Gonzaga  collabora all’affresco di Palazzo Tè “psiche trionfante” ma  presto  cerca fortuna staccandosi dal collega prima in Lombardia e successivamente a Napoli al seguito del marchesa del Vasto. Di lui scrive il Vasari: “ .Imitò ne’ sui disegni la maniera di Raffaello e quella osservò del continuo…”

3. Perin del Vaga

Allievi ed emuli di Raffaello

Pietro Bonaccorsi  detto Perin del Vaga (1501-1547) dopo il disastroso “sacco di Roma”  del 1527 migrò verso Genova dove affresca le stanze di Palazzo Doria. Qui, oltre a la “Loggia degli Eroi”, dove rappresenta ed esalta la discendenza di Andrea Doria,  riprenderà il tema della Gigantomachia  con uno stile tardo raffaellesco e tosco-romano. Perin torna poi a Roma dove affresca Cappella Massimi e realizza le “Storie di Psiche” per Castel S.Angelo e dove sarà un punto di riferimento per molti artisti del manierismo romano.

4. Polidoro da Caravaggio

Polidoro Caldara detto Polidoro da Caravaggio (1499/1500-1543) scelse invece di raggiungere il Regno di Napoli dove lo stile di Raffaello era molto conosciuto e apprezzato. Prima a Napoli e successivamente a Messina realizza molte opere sia in affresco che su tavola, come il “Politico del Carmine” di cui oggi rimane solo il “Sant’Alberto dei Carmelitani” custodito presso la Galleria Sabauda di Torino.  Nel testo “Tempio della pittura” del 1590 Giovan Paolo Lomazzo lo annovera tra ”i sette governatori dell’arte

5. Raffaellino del Colle

Allievi ed emuli di Raffaello

Raffaellino del Colle  (1495-1566) è stato uno degli ultimi allievi di Raffaello. Ha seguito poi Giulio Romano in Mantova, lavorando a Palazzo Tè. Successivamente ha scelto di tornare in centro Italia, a Città di Castello  dove rimangono le sue pale d’altare realizzate per le chiese del luogo (oggi custodite presso la Galleria d’Arte Municipale). Cisterna Latina, Urbino, Perugia come assistente di Giorgio Vasari (1511-1574),  persino Napoli lo vedono all’opera. Essendo in possesso di alcuni  disegni  del maestro egli li ha utilizzati nei suoi lavori e conservati sino alla sua morte.

You May Also Like

Amore e Psiche: un viaggio nell’abbraccio dell’opera di Canova

Amore e Psiche è custodita nel museo più famoso della città di Parigi, quest’opera riscopre l’amore e gli infiniti attimi che fanno grande questo sentimento.

La top ten delle dieci opere d’arte italiane più famose al mondo

Una classifica, tra risate e meraviglia per un ripasso delle dieci opere d’arte che ci hanno reso celebri in tutto il mondo.

Le 5 opere sulla libertà

La libertà è un concetto che ritroviamo spesso espresso nelle opere d’arte, da quelle storiche a quelle più contemporanee. Vediamone alcune.

La persistenza della memoria di Salvador Dalí

Che Salvador Dalì fosse un genio del surrealismo non è un segreto. Ma cos’hanno di particolare i suoi dipinti? Analizziamo La sua persistenza della memoria.