Alexandre Dumas: l’autore classico più tradotto al mondo

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Il 24 luglio 1802 nasceva Alexandre Dumas, uno degli scrittori più popolari della sua epoca, che tutt’oggi continua a stupire. L’autore, legato a più di 300 opere di saggistica, di teatro, di viaggio e di narrativa, tra cui ricordiamo le più famose come I tre moschettieri e Il conte di Montecristosostenute e lette ancora oggi e che probabilmente non tramonteranno mai. 

Dumas nacque a Villers-Cotterets, distante solamente 50 chilometri dalla capitale francese, ereditò il cognome della nonna paterna, una schiava di Santo Domingo. Suo padre era il primo generale repubblicano di pelle nera, Alexandre fu frutto dell’amore fra il marchese Davy de la Pailleterie, la cui famiglia aveva ricevuto il titolo niente meno che da Luigi XIV, e la madre era la rampolla di una famiglia di albergatori. 

Lo scrittore visse in un castello circondato da un fossato, che gli garantì l’ispirazione per le sue future opere; a condizionarle furono la lettura di opere come Robinson Crusoe, I racconti di mille e una notte e la Bibbia. Fu aiutato nello studio del latino e solo in seguito all’incontro con Ugo Foscolo, spinto dalla lettura delle Ultime lettere di Jacopo Ortis, approfondì lo studio dell’italiano. Appena diciottenne, il giovane subì la delusione dei primi rifiuti per i suoi primi drammi, ma non si diede per vinto, continuando a frequentare gli ambienti teatrali. Oltre ad essere un rinomato scrittore, fu anche un grande amatore: le donne non gli mancavano e da due di esse ebbe due figli, di cui ricordiamo certamente l’omonimo Alexandre Dumas (figlio), scrittore della Signora delle camelie. 

Dal 1844 al 1850 visse il suo periodo di splendore letterario, iniziò a scrivere per il giornale le Siècle, sfornando uno dopo l’altro le sue opere più rinomate, Il conte di Montecristo, I tre moschettieri, Vent’anni dopo, La regina Margot. Dumas divenne inarrestabile, inserendo continui colpi di scena su uno scenario storico francese. Non si considerava uno storico, ma amava insinuare che avesse insegnato più Storia lui ai francesi di quanto non avessero fatto gli storici professionisti. Si divertiva a far divertire, sfruttando al meglio la Storia per la creazione dei propri affreschi letterari, senza però rientrare a fondo nei dettagli. Lo scrittore si fece costruire un teatro storico a Parigi, che perse a causa della rivoluzione.

E se nelle sue opere la Storia fu un elemento positivo, per la sua vita assunse un ruolo negativo. Iniziò a  perdere tutte le entrate quasi sfiorando la bancarotta e fu costretto all’esilio in Belgio. Alexandre Dumas intraprese diversi viaggi, i quali lo condussero in Italia a partecipare alla spedizione dei Mille nel 1860 al fianco di Garibaldi, raccontandone le avventure a puntate. È al suo fianco che entrò a Napoli, qui fu nominato direttore degli scavi di Pompei e dove per tre anni visse, scrivendo sul giornale L’Indipendente. I suoi viaggi proseguirono dando vita al resto delle sue opere. Nel 1870 morì a causa si un attacco ischemico. Nel 2002 le sue spoglie sono state spostate al Pantheon di Parigi, dove vengono conservate tuttora.


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