Tour tra le isole meno conosciute in Italia

Tour tra le isole meno conosciute in Italia

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Le isole minori dell’Italia  sono un microcosmo ricco di fascino e di storie da raccontare, spesso ancora semisconosciuto. La nostra penisola è in grado di offrire tantissimo anche a chi vuole stare fuori dalla pazza folla  e verrebbe da dire: perché fare le vacanze all’estero quando abbiamo tutta questa bellezza?

Levanzo

Tra le isole Egadi una delle meno famose la più piccola Levanzo , può essere sicuramente una soluzione più che vincente: di piccole dimensioni, con ricche testimonianze preistoriche, è caratterizzata da calette di acqua limpide, rocce e grotte.Va percorsa a piedi o esplorata via mare in barca. Ci sono differenti sentieri per scoprire l’isola: il primo dal porto, Cala Dogana, raggiunge la Grotta del Genovese, un altro che attraversa l’isola in tutta la sua lunghezza e giunge fino al Faro di Capo Grosso. La costa dell’isola è molto frastagliata e regala calette e spiaggette solitarie a volte difficili da raggiungere.

Lampedusa

Le mille sfumature del mare di Lampedusa vi lasceranno senza fiato: chiazze azzurre in corrispondenza della sabbia, verde smeraldo e blu intenso dove cresce la Posidonia Oceanica. Dalla costa sud con un mare così trasparente che le barche sembrano volare a quella nord dove grotte e anfratti creano atmosfere suggestive. L’Isolotto dei Conigli è un posto incantevole che si trova nella parte sud ovest dell’isola di Lampedusa. Si tratta di una piccola isola che sorge al centro di un’ampia baia, la cui superficie è di circa 4.4 ha, mentre l’altezza massima di 26 m. L’isolotto è il regno del gabbiano reale, che conta una popolazione di circa 100 coppie, ed è qui che nidifica; inoltre vive esclusivamente sullo scoglio (oltre che nelle zone africane dalle quali proviene) una particolare specie di lucertola, la psammodromus algirus. Controversa è l’origine dell’attuale nome della baia. In una carta dell’ammiraglio Smith (1824) si legge per la prima volta “Rabit Island”. Nelle cartografie successive tale toponimo venne impropriamente tradotto dall’inglese (rabbit = coniglio), mentre appare più verosimile la sua derivazione dal termine arabo “Rabit”, che può essere tradotto in legame (o che lega, che collega) suggerendo un plausibile riferimento all’istmo che si forma di rado tra l’isolotto e la costa.

Filicudi

Molto poco conosciuta, la più occidentale delle Isole Eolie non è né troppo grande né troppo piccola. Filicudi, come Levanzo, è ricca di testimonianze antiche risalenti al neolitico, ma è soprattutto un paradiso per gli amanti del bel mare e dei segreti che esso nasconde. Uno di questi? La Grotta del bue marino, chiamata così perché il suono delle onde che si scontrano sulle rocce ricorda, appunto, il muggito di un bue. Davvero scenografica.

Pantelleria

Sospesa tra l’Africa e l’Europa, immersa in un mare blu cobalto, bella e senza fronzoli.

Dirigiamoci verso località Arenella. Sul fondale di questo tratto di mare sono presenti molti reperti ceramici d’epoca tardo imperiale. È una parte di costa caratterizzata da rocce basse e accessibili anche da terra, che pian piano diventeranno più frastagliate verso Cala Modica, in località Mursia. Qui potrete vedere delle bellissime calette.

Cala Sataria, una grotta molto ampia, famosa per le sue sorgerti di acqua termale. La volta della grotta è formata da pietra pomice, mentre la pavimentazione è fatta di mattoni. Il suo nome, che deriva dal greco, vuol dire “salute”. Le sue acque termali erano famose fin dall’antichità come cura per dolori reumatici e artriti. L’acqua raggiunge i 40 gradi e viene fatta confluire in due vasche, una delle quali comunicante con il mare. Costeggiando ancora l’isola ecco Punta Pietra Rotonda, con la Grotta dello Storto e appena dopo Punta Tre Pietre, con lisce balate che conduco al mare. Proseguendo arriveremo al Porto di Scauri, il secondo porto dell’isola. Qui a circa 10 metri di profondità è stato rinvenuto un relitto, affondato alla fine del V secolo d.C., probabilmente un’imbarcazione proveniente dall’Africa che si trovava a Pantelleria per motivi commerciali.

Sant’Erasmo

Sant’Erasmo è la seconda isola per estensione della laguna e una delle poche in cui circolano automobili. Da molti viene chiamata l’orto di Venezia per la sua vocazione agricola e per i famosi carciofi violetti che crescono solo qui.

Ma qui vale la pena venire per il Bacàn: si tratta di una secca che per sei ore al giorno, cioè quando c’è la bassa marea, diventa una spiaggia. I veneziani vengono in barca incagliandola sulla secca, e si godono il sole. Quando torna l’alta marea la barca si disincaglia e si riparte. Dal momento che si trova davanti alla bocca di porto c’è parecchia corrente e l’acqua è pulita, cosa non proprio frequente da queste parti, quindi soprattutto i locali ne approfittano. Qui si possono vedere bei tramonti lontani dalla calca veneziana.

 


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