Barilla sposa il metodo passive cooking. Lanciando una campagna social per promuovere la cottura passiva e inventando il passive cooker.

Passive Cooking

Il passive cooking è un modo alternativo di cucinare la pasta. In realtà questa tecnica esiste sin dall’ ‘800, e in molti hanno continuato ad utilizzarla tacitamente per anni. Ma questo metodo di cottura è tornato in auge negli ultimi mesi, in quanto riproposto come un sistema che possa combattere il problema dell’approvvigionamento del gas messo a rischio dal conflitto russo-ucraino.

Come Barilla ripropone in un video esplicativo, questa tecnica consiste nel portare l’acqua ad ebollizione. Versare la pasta e dopo 2 minuti di cottura, spegnere il fornello avendo cura di coprire la pentola con il coperchio e aspettare il tempo canonico di cottura della pasta indicato sulla confezione.

Fonte foto: barilla

Nonostante i detrattori di tale tecnica abborrano al sol pensiero, in realtà in termini di qualità di cottura il risultato sarà il medesimo.

Gli esperti, infatti, dicono che sia una questione di gelatinizzazione degli amidi e di denaturazione delle proteine. Fenomeni che avvengono al di sotto dei 100 gradi. La pasta, in pratica, cuoce a 80 gradi. Non è necessario che arrivi ad ebollizione.

Perché preferire il Passive Cooking

Barilla ci fa sapere che nel mondo si producono 16 milioni di tonnellate di pasta. Quindi indicativamente si deduce che si consumano ben 400 milioni di porzioni di pasta al giorno. Diviene, quindi, maggiormente comprensibile il significativo impatto che il passive cooking avrebbe sull’ambiente. Questo, infatti, sarebbe in grado di ridurre le emissioni di CO2e fino all’80% (La CO2 equivalente misura l’impatto sul riscaldamento globale di una determinata quantità di gas serra rispetto alla stessa quantità di anidride carbonica).

Fonte foto: barilla

Passive Cooker

Barilla così, prende posizione, sostenendo le preoccupazioni e perplessità dei consumatori alle prese con i rincari delle bollette ma soprattutto per il rispetto dell’ambiente, proponendo uno strumento utile a cuocere la pasta passivamente.

Lo ha chiamato Passive Cooker. Questo dispositivo può essere realizzato direttamente a casa, suggerisce la multinazionale italiana, potrà tranquillamente essere stampata a casa utilizzando una stampante 3D, e recuperando alcuni componenti on line.

Con la stampante 3D si può stampare la stocca del passive cooker utilizzando filamenti resistenti alle alte temperature. A questa basterà aggiungere una scheda Arduino nano 33 BLE con blutooth a basso consumo integrata, un sensore per rilevare la temperatura e due pile ministilo e il gioco è fatto. Il passive cooker sarà pronto all’utilizzo. Basterà adagiarlo sul coperchio e vi comunicherà la temperatura giusta per procedere alla cottura della pasta.

Fonte foto: barilla

Iniziativa lodevole quella di Barilla. Anche se decisamente futuristica. Ad oggi, avere una stampante 3D in casa è un’eccezione piuttosto che una regola. In attesa che un futuro, non poi così tanto lontano, ci porti a considerare una stampante 3d, un’ordinaria stampante utilizzata come un ulteriore accessorio multimediale, si potrebbe pensare di dare la possibilità ai fedeli consumatori di poter conquistare il passive cooker attraverso un’allettante raccolta punti, come quelle di una volta.

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