C’è un prima e un dopo la pandemia in tutte le nostre vite e in tutti i nostri settori. Nel mondo dello sport, nel mondo dell’intrattenimento, a lavoro, a scuola. Anche nel gioco pubblico è così, c’è un prima il Covid 19 e c’è un dopo, con caratteristiche diverse. 

A cambiare è stato innanzitutto il luogo in cui si gioca: oggi, infatti, l’online è il comparto più pesante, quello che coinvolge più giocatori e che raccoglie il giro d’affari maggiore. E se prima del 2020 c’era stato un timido segnale, con i lockdown e le chiusure forzate in casa il passaggio di consegne è diventato definitivo. Ma a cambiare non è stato solo questo, ad essere mutato è anche l’atteggiamento dei giocatori, il comportamento mentre si gioca. Come? Proviamo a scoprirlo insieme. 

I dati della ricerca: cresce l’omnichannel 

A fare chiarezza, in questo senso, è la indagine Doxa commissionata da AGIMEG, che è stata in grado di fornire una panoramica accurata sulle tendenze di oggi nel settore del gioco online e retail. Sono stati coinvolti nell’indagine oltre 500 giocatori online, sparsi per ogni regione d’Italia, con diverse caratteristiche anagrafiche e di genere. Quello che emerge è un nuovo profilo di giocatore moderno, che risponde in pieno ai cambiamenti continui delle abitudini di consumo della nostra era. 

L’85% dei giocatori utilizza sia piattaforme online che punti vendita fisici, confermando la forza di un approccio omnichannel. Il 15% restante, invece, gioca solo sul web, mentre il 71% dei giocatori preferisce effettuare la ricarica dei conti di gioco in ricevitoria o comunque nella filiera fisica. 

L’accessibilità del gioco online

Semplicità, velocità ed efficienza. C’è questo alla base della crescita del gioco online, con l’82% delle persone che riesce ad aprire un conto in tutta autonomia, mentre il 18% sceglie di farlo in agenzia. Molto importante è anche il ruolo del servizio clienti: le comunicazioni via e-mail sono le preferite per il 29% degli utenti, davanti a telefono (19%) e chat (18%). Quasi la metà dei partecipanti al sondaggio, comunque, dice di non aver mai contattato il servizio clienti, a conferma di un’esperienza di gioco fluida, scorrevole e accessibile. 

L’altro dato che emerge è quello della fidelizzazione dei giocatori. La media dei conti per utente è di 2,2, il che vale a dire che i giocatori esplorano le diverse piattaforme e i diversi servizi, mentre solo il 41% si concentra su un unico conto. Insomma, lo spaccato delineato da Doxa sottolinea un rapporto ancora stretto tra online e fisico, disegnando un profilo di giocatore medio che cerca un’esperienza di gioco conveniente ma soprattutto personalizzata. A questo devono puntare le piattaforme per continuare a crescere.

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