Una storia da girl power quella di Mary Kom: una delle poche donne della sua patria (che conta circa 1,38 miliardi di abitanti) ad essere diventata una pugile di successo mondiale – la prima a vincere la medaglia d’oro nei Giochi Asiatici e l’unica ad essersi qualificata per le Olimpiadi del 2012, in cui ha vinto la medaglia di bronzo per il suo Paese!

La sua storia

Nata l’1 marzo 1983 sotto il segno dei Pesci, fin da quando era bambina si interessava alla pratica di diversi sport, imparandoli per strada o investendo le poche risorse disponibili… siccome anche lei ha dovuto affrontare il lavoro nei campi e la povertà, in cui purtroppo versa la maggior parte della popolazione indiana.

Ha lasciato la scuola superiore per inseguire la sua strada, ma in un secondo momento ha terminato gli studi, conseguendo anche una laurea. Nonostante le prime grandi difficoltà, ha potuto contare su qualcuno che la spronasse e la aiutasse a credere nei propri sogni, grazie alla sua famiglia giovane e aperta di mentalità. Anche se inizialmente un po’ riluttante ad accettare che il pugilato, per una ragazza, diventasse la sua unica carriera.

Non l’hanno fermata, quindi, i pregiudizi diffusi, che la boxe sia considerato uno sport prettamente maschile, quando esiste da tempo la categoria femminile (e quando, forse, a un certo punto si potrà anche fare a meno di distinguere in categorie di genere).

Nessuno sponsor si è fatto avanti per sostenerla, se non quando ha iniziato a diventare qualcuno. Ma lei, in barba a tutti quanti, ha vinto 5 campionati nazionali, diverse medaglie d’oro, argento e bronzo ed è stata insignita prima del Padma Shri e poi del Padma Bhushan, tra i più alti riconoscimenti civili dell’India, per il suo “straordinario contributo agli sport indiani”.

Una personalità grintosa

Il segreto del suo successo sta nella sua agilità: è alta 1,60 mt scarso e pesa meno di 50 kg (ha vinto i numerosi premi gareggiando nei Pesi Mosca). In gergo tecnico è definita una farfalla: tutt’altro che innocua, è una persona scattante che “sa pungere molto bene”.

Ha iniziato a vincere da quando aveva 17 anni e da allora non si è più fermata; è stata riconosciuta come una tra le migliori pugili del mondo, diventando un’icona per le donne indiane, e non solo. La sua autobiografia intitolata “Unbreakable” pubblicata nel 2013 dalla casa editrice Harper Collins è stata fonte di ispirazione per il film di Bollywood intitolato proprio “Mary Kom“.

Non si è fatta scoraggiare dal padre, che inizialmente le diceva che si sarebbe rovinata il viso con quello sport, e quindi non avrebbe trovato marito, e nemmeno dalle derisioni dei ragazzi di quando era una principiante. Ben presto ha fatto ricredere il papà (ex pugile); ora è felicemente sposata e porta avanti la sua carriera da boxeur.

Simbolo di determinazione e forza, Mary è una donna impegnata anche a livello umanitario: insegna boxe ai bambini e alle bambine che non si possono permettere un corso nelle palestre. Ha fondato il “female fight club” in India, ed è intenzionata a farlo diventare una catena di palestre in cui insegnare l’autodifesa alle donne indiane.

Prova inoltre un amore incondizionato per gli animali, infatti fa parte dell’associazione PETA, a protezione dei loro diritti.

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