Fonte foto: invaluable.com

Dieter Kopp, artista tedesco che scelse l’Italia come sua patria. Pittore di cui lo storico dell’arte e curatore francese Jean Clair, per delinearne le opere ne coniò il neologismo “adsenza”, ovvero opere che evocano uno stato di sospensione, a metà strada tra assenza e presenza.

Così  viene sintentizzato il nucleo delle opere dell’artista, morto in tempi recenti. Questo 2023  lo commemora, quindi, con la mostra personale curata da Giorgio Agamben “Dieter Kopp, tradizione e libertá” presso il palazzo delle esposizioni di Roma.

Accenni biografici

Nasce nel 1939 a Prien am Chiemseem in Baviera. A 18 anni terminato l’apprendistato a Monaco presso una azienda di vetri e mosaici, decide di entrare all’accademia di belle arti, una volta terminati gli studi  lascia  Monaco per Parigi.  

Solo nel 1961 si trasferirà nella sua amata Italia, in particolare a Firenze dove diventerà assiduo frequentatore degli Uffizi, e dove continuerà a studiare il disegno per aumentarne le basi tecniche. È proprio in questo periodo che l’artista tiene le sue prime mostre personali a Firenze e a New York.

Nel 1966 si trasferisce stabilmente a Roma, dove approfondisce la pittura studiandone le diverse tecniche. Nello stesso periodo poi l’artista passerà lunghi periodi in Grecia, di cui dipingerà  assiduamente i meravigliosi paesaggi, come quello in foto.

 Dieter Kopp

Fonte foto: dieterkopp.net

Small Paros landscape, 1972. Oil, acrilic on paper mounted on panel, 27 x 41 cm

Carriera e scoparsa

Da questo momento in poi inizia l’apice della sua carriera, in cui Dieter Kopp realizza molteplici esposizioni personali e collettive, oltre che ottenere l’attenzione dai maggiori critici d’arte del periodo, che scriveranno di lui e del suo lavoro. A conclusione della sua luminosa carriera è sicuramente l’ingresso all’Accademia di San Luca, fu infatti uno dei pochi artisti stranieri ammessi.

Descritto, poi, da amici e faglia come una persona avente una calma innata, qualità che fu in grado di trasmettere involontariamente a chiunque lo incontrasse, e caratteristica che emerge  notevolmente anche nelle sue opere, che come visto anche in precedenza presentano sempre una peculiare atmosfera quasi eterea, di sospensione. In vita fu riconosciuto e apprezzato come  artista anche se purtroppo gli ultimi anni non gli sono stati favorevoli, vivendo perlopiù grazie al sostegno economico di amici e famiglia. Sembra  quasi che la morte  di Dieter Kopp  sia passata un po’ in sordina, ma sicuramente la sua assenza lascia un vuoto nel mondo dell’arte.

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