Da tempo la città di Napoli ha programmato un progetto di riqualificazione del suo bellissimo e articolato centro storico, che, facendo  anche parte del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), si prefigge di contrastare le disuguaglianze, favorire l’inserimento lavorativo di giovani in situazione di fragilità e rigenerare il tessuto urbano in contesti marginalizzati, nonché la valorizzazione dei beni culturali.

In questo contesto il recupero e la riapertura della Chiesa di Santa Maria Maddalena ai Cristallini, la “Chiesa Azzurra”, come viene comunemente chiamata nel Rione Sanità, che viene restituita al culto e alle visite, ha trovato nel progetto “Luce al Rione Sanità”, avviato nel 2021, un valido e congruo gruppo di persone, associazioni e artisti che hanno fatto in modo che la rinascita di questo luogo di culto fosse non solo una riapertura, ma l’espressione artistica di un intero quartiere e un riscatto della sua collettività.

Chiesa dei Cristallini

Fonte foto: ECampania

La chiesa

L’edificio di via dei Cristallini fu edificato nel 1851 su antiche fondamenta preesistenti, incastonata nella storia di Napoli, per volere degli abitanti del rione e con l’ausilio di donazioni private e spettacoli di beneficenza. È a navata unica con volta a botte e cappelle laterali. La chiesa è stata gravemente danneggiata  da un bombardamento durante la guerra, nel 1943, e successivamente ricostituita e riaperta al culto dalla Parrocchia di San Severo di cui fa parte. Sino agli anni ottanta, quando le infiltrazioni di acque piovane e le cattive condizioni della copertura,  hanno molto danneggiato le strutture e imposto la chiusura per inagibilità del luogo sacro.

La riqualificazione

Chiesa dei Cristallini

Fonte foto: Il Mattino

Il lavoro di ripristino è stato lungo e laborioso  e ha visto non solo il risanamento e il restauro della parte architettonica ma anche interventi corali sugli interni che  sono stati resi fruibili anche culturalmente con le pareti ridipinte dai giovani del quartiere con circa venti tonalità di azzurro, per rispettare e consolidare la nomea popolare della chiesa. Inoltre gli artisti come lo spagnolo Tono Cruz e il cileno Mono González hanno realizzato due bellissimi murales. Mentre con l’intervento dell’artista Giuliana Conte appaiono nei suoi  “ritratti ondeggianti” appesi nella navata, i volti e i tratti degli abitanti del rione. Anche l’altare è singolare: è stato realizzato nel laboratorio di falegnameria e liuteria del carcere di Secondigliano con la prua di una delle barche dei migranti. Il tutto viene sonorizzato poi, con un’opera sonora composta nel 2013 da Enrico Morricone: “La voce dei sommersi”, una partitura di cinque minuti e mezzo che unisce i rumori minacciosi delle onde del mare con la stessa voice dell’autore, il quale si immedesima in un migrante vittima di un naufragio.

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