Oltre cinquant’anni di Emozioni con Lucio Battisti

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Immaginate un album, 12 pezzi, tutti e 12 incredibilmente famosi, impressi nella memoria di signori, ragazzi e bambini. “Impossibile esista” verrebbe da dire.  Negli ultimi decenni, tra i vari dischi che le etichette sfornano come prodotto finale di un talent o di un confezionamento ad hoc per una settimana di primi posti su Spotify, di hit all’interno di uno stesso album se ne ricordano a stento un paio, in genere accompagnate da una lunga serie di riempitivi.

Ma un capolavoro pieno di grandi successi, dal primo all’ultimo, uscì per davvero sul mercato discografico, il 15 dicembre del 1970. Si chiama “Emozioni“.

L’incontro Battisti-Mogol

In Lucio Battisti, timido ragazzo dalla provincia di Rieti, qualche anno prima, fu fin da subito riconosciuto un talento raro come compositore, meno come paroliere. Christine Leroux, produttrice francese che per prima si innamorò dello stile di Lucio, ne era consapevole e pensò subito a Giulio Rapetti, in arte Mogol; Leroux fu, inconsapevolmente, l’artefice dell’incontro che cambiò per sempre la storia della musica italiana, quello di Battisti-Mogol, connubio perfetto per alcuni, discutibile per altri, senza dubbio di grandissimo successo.

L’album capolavoro

Una collaborazione che raggiunse l’apice qualche anno dopo il primo vero incontro, con i 45 giri dalle vendite incredibili e che culminarono nell’album capolavoro che lo scorso dicembre ha compiuto 52 anni: Emozioni. Secondo album ufficiale, sotto etichetta Dischi Ricordi, è un LP che raccoglie tutti i successi già usciti precedentemente come 45 giri. Singoli di successo e b-sides dalla strofa delicata, ma allo stesso tempo irresistibile, che culminano in un refrain energico e difficile da dimenticare.

Fonte foto: luciobattisti.info

Rhythm and blues, pop, rock, beat, folk, somministrate all’ascoltatore in 12 dosi diverse, fornendo una struttura musicale solida, sorprendente su cui poggiano parole d’amore, di struggimento e pathos, raccontate come solo la voce delicata di Lucio può fare. Basta leggere la tracklist: pronunciando il solo titolo di un pezzo, viene spontaneo intonarlo, proseguire con la strofa, arrivare al ritornello senza dimenticarne una singola parola.

Fiori Rosa Fiori di Pesco, l’incontro con l’ex che fa intendere che l’amore non sia svanito del tutto, il crescendo rock di parole e musica in 7 e 40, Acqua Azzurra Acqua Chiara, la hit che ricorderà le estati di tanti con la vittoria del Festivalbar del 1969; e ancora, Non è Francesca, per raccontare il tradimento della musica italiana fino ad arrivare alla Title track: dall’arpeggio iniziale alla nota finale, un susseguirsi di sentimenti contrastanti che nessuno può comprendere. Paura, tristezza, dolore, da custodire chiudendo gli occhi, lasciandosi trasportare dalle Emozioni.

L’album è indubbiamente un’antologia, un contenitore di successi da ascoltare e tramandare di generazione in generazione, attribuendogli ogni volta sfumature, significati e valori diversi. Una pietra miliare della musica italiana. Oltre 50 anni di Emozioni.


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