Dante: il “quasi” romanzo storico di Alessandro Barbero

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Laterza propone per la prima volta al Professor Barbero di valutare l’idea di scrivere una biografia riguardante Dante nel 2017. Il professore non aveva mai pensato di scrivere questo testo ma, davanti alla proposta, si rende conto che non gli dispiace affatto l’idea di poter dedicare un po’ di tempo all’uomo che scelse di prediligere il volgare al latino.

2021: l’anno di Dante

Così si getta in questa impresa, tutt’altro che semplice visto che per questo libro si pensa a una subitanea traduzione in più lingue. Il motivo? L’anno 2021 è niente meno che settecentesimo anniversario di morte di Dante. Si tratta di un’enorme responsabilità, perché se in Italia è normale studiare a scuola Guelfi e Ghibellini, nel resto del mondo si tratta di un argomento poco conosciuto e non semplice da capire, per non parlare dei Comuni.

Nonostante tutto, esiste un’ingente mole di documentazione già reperibile grazie ai molti esperti che hanno dedicato anni e anni di studio a Dante; e che Barbero non si stanca mai di citarci. Nella primavera del 2020 consegna il suo Dante che nell’ottobre dello stesso anno viene pubblicato in un tomo di oltre 300 pagine.

Un titolo che se si dimentica di tener conto del fatto che il professore Barbero si occupa di storia medievale, può far subito pensare a un testo dedicato al Dante poeta.

Dante a cavallo

A rimettere subito le idee in ordine ci pensa l’indice del volume dove, grazie ai titoli dei capitoli, si intuisce come ci si stia apprestando alla lettura di un testo che parla del Dante uomo.

Il contesto in cui il Professore ci fa trovare il protagonista non è quello al quale i più sono abituati:

“Sabato 11 giugno 1289, giorno di San Barnaba, l’esercito fiorentino che marciava attraverso il Casentino per invadere il territorio di Arezzo” […] “Fra i cavalieri, e anzi fra i feditori schierati in prima fila, c’era Dante”.

Perché di questo uomo bisogna ricordare come, anche se già dotato di cognome e appartenente a una famiglia agiata, ogni scelta che compie è una scelta atta a migliorare la propria posizione.

Ecco quindi che approcciando a questo testo, quando ne avrete finito la lettura, scoprirete di aver appreso non solo chi fosse il Dante uomo ma quali fossero le speranze, le aspettative e la vita di un uomo di famiglia agiata di Firenze fra il 1200 e il 1300.

Quasi un romanzo storico

Per chi è già solito dedicarsi alla lettura di saggi e biografie e ha già dimestichezza con il periodo storico in questione, la lettura risulta essere davvero molto scorrevole, quasi un romanzo storico, solo molto più dettagliato e con note incredibilmente esaustive. Come il professor Barbero ci ha ormai abituati nei suoi testi precedenti, così come nelle conferenze alle quali prende parte, non mancano le possibilità per sorridere, come ad esempio

“A Firenze il gusto per i nomi insoliti perdurerà nel tempo, come Maria Pia Pincelli a proposito delle liste dei ghibellini banditi nel 1268-1269: tra questi nomi ci sono le cose più strane, Caccata, Tafanus, Stregghiatopa, Pentolaius, Cagnolinus e chi più ne ha più ne metta”.

Certa che abbiate trovato questa nota succulenta e che non è detto che tutti condividano la mia passione per le note, vi lascio la pagina precisa per gustarvela: pagina 279 nota 4.


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