Candidatura UNESCO

Il Consiglio Direttivo della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO ha confermato l’iscrizione della via Francigena in Italia nella Lista Propositiva nazionale.

Questo è stato un primo step nell’iter di candidatura alla lista del Patrimonio Mondiale.

Il percorso della candidatura UNESCO della via Francigena era iniziato nel 2010, sospeso l’anno successivo e poi ripreso dal 2017 grazie al lavoro congiunto di sette regioni (Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Liguria, Lazio e Toscana come regione capofila), col MIBAC (Ministero dei beni ed Attività Culturali) e l’Associazione Europea delle vie Francigene. E’ iniziata ora una seconda fase, uno studio di fattibilità europeo della candidatura che vede coinvolti paesi come l’Inghilterra, la Francia, la Svizzera e la stessa Italia. L’itinerario europeo merita un tale riconoscimento sia da un punto di vista culturale che paesaggistico.

La via Francigena, infatti, rappresenta un volano per la crescita e lo sviluppo dei territori e delle comunità locali. Si tratta di un grande progetto reso ancora più importante alla luce del successo che sta avendo l’itinerario culturale europeo della via Francigena, anche in vista del prossimo Giubileo proclamato da papa Francesco.

La Toscana, regione capofila, ha investito molto in questo progetto: dal 2009 sono stati investiti oltre ventuno milioni di euro. Il tratto toscano della via Francigena si estende per circa 380 chilometri, attraversa ben 38 comuni e più di mille strutture ricettive.

Atto di indirizzo

L’atto di indirizzo è frutto di un lavoro condiviso dell’Ufficio di Presidenza della Commissione (Gazzetti, Galli, Paris), curato dalla vicepresidente Anna Paris del PD. Rappresenta il risultato di un lavoro già intrapreso nei mesi precedenti e l’incontro al passaggio della “Road to Rome 2021”, il cammino che celebra i venti anni dell’Associazione Europea della via Francigena, che ha attraversato la Toscana nel mese di agosto.

Cenni storici

La parola “Francigena” nacque nel VIII secolo con la dominazione dei Franchi ed il primo a descrivere per intero tutto il percorso in 79 tappe fu Sigerico, l’Arcivescovo di Canterbury, che nel 990 si recò dal Papa per ricevere l’investitura vescovile.

La via Francigena in Italia è la strada più importante che nel Medioevo collegava la terra dei Franchi a Roma e, quindi, era una meta importante di pellegrinaggi come Gerusalemme o Santiago di Compostela.

Fu costruita nel periodo di dominazione longobarda e si trattava di una serie di strade che convergevano in corrispondenza di bivi o passaggi d’obbligo.

La Francigena, oltre a svolgere una funzione di pellegrinaggio, ha rappresentato un’importante via militare e commerciale.

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