Non tutte le bollicine sono Prosecco

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Molto spesso usiamo la parola “Prosecco” per definire una bottiglia generica di bollicine italiane, utilizzata per festeggiare degli avvenimenti più o meno importati; la nostra cara Italia, sicuramente, può e deve vantarsi di questo prodotto d’eccellenza conosciuto in tutto il mondo, richiesto soprattutto all’estero, ma dobbiamo ricordarci che il Prosecco non è l’unico vino con le bollicine  (definito perlage) esistente nel nostro territorio.

Definiamo cos‘è il prosecco, cos’è un vino spumante e quali sono le differenze tra i due,  cosi da poter chiarire le idee e apparire preparati – facendo un figurone – al prossimo festeggiamento.

Il prosecco ha conquistato la denominazione DOC (Denominazione di Origine Controllata) nel 2009: ottenuto con uva Glera (uva a bacca bianca), che ne costituisce la base, al suo interno possono concorrere, da soli o congiuntamente, fino ad un massimo del 15%, di vitigni Verdiso, Bianchetta trevigiana, Perera, Glera lunga, Chardonnay, Pinot bianco, Pinot grigio e Pinot nero (vinificato però in bianco), idonei alla coltivazione per la zona di produzione che comprende le province di Belluno, Gorizia, Padova, Pordenone, Treviso, Trieste, Udine, Venezia e Vicenza.

Invece, per quanto riguarda la DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita), che comprende il «Conegliano Valdobbiadene – Prosecco», deve essere ottenuta dalle uve provenienti dal vitigno  Glera, al quale possono concorrere, fino ad un massimo del 15%, le uve delle seguenti varietà, utilizzate da sole o congiuntamente: Verdiso, Bianchetta trevigiana, Perera e Glera lunga, «Conegliano – Prosecco» o «Valdobbiadene – Prosecco».

Fonte foto: Elenitas da Flickr.com

In entrambi i casi le bollicine si ottengono con metodo Charmat (Martinotti), il quale prevede che la seconda fermentazione avvenga in vasche d’acciaio inox e non in bottiglia.

Lo spumante invece è una categoria di vini che, all’apertura della bottiglia, producono spuma, causata dalla presenza di anidride carbonica prodotta dalla fermentazione (non aggiunta); può essere prodotto con metodo classico o con metodo Charmat e può essere imbottigliato in qualsiasi zona e con qualsiasi vitigno. Sia nel prosecco che negli spumanti si trovano nelle varianti Brut, Extra Brut, Dry, Extra Dry e Demi-sec, che indicano la dolcezza.

Quando compriamo una bollicina italiana dobbiamo sempre leggere l’etichetta per individuare la tipologia di vitigno  e da  quale territorio proviene la bottiglia che abbiamo scelto di acquistare per festeggiare o brindare ad un importante evento.


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