Rettore e Ditonellapiaga: “Buttate le mascherine e divertitevi”

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Donatella Rettore e Ditonellapiaga, (all’anagrafe Margherita Carducci) appaiono in un luogo luminoso, etereo, con sfondo finestra e un tocco di verde. Un’epifania di freschezza ed energia viene sprigionata dallo schermo attraverso cui vengo catapultata alla conferenza stampa del duo che si esibirà alla 72esima edizione del Festival di Sanremo.

Una giovane promessa dell’attualissimo mondo urban pop e l’icona punk rock più glamour degli anni ‘80. Un connubio imprevedibile ma perfettamente amalgamato, merito della “Chimica”, musicale e personale instaurata tra Margherita e Dada (così la chiama la più piccola del duo).

Il brano che porteranno sul palco dell’Ariston è proprio “Chimica”, nomen omen verrebbe da dire. Un pezzo, ci spiegherà Margherita, nato da una sessione in studio con due suoi autori: “Rifacendomi a sonorità un po’ più vintage rispetto alle mie attuali, mi si è presentato un panorama che mi ha naturalmente indirizzato verso Dada. Ne è venuto fuori un piglio provocante/provocatorio che mi ha subito rimandato a lei”.

Il brano vanta la collaborazione del duo di producer romani bbprod e la firma di Benjamin Ventura, Alessandro Casagni, Valerio Smordoni e Edoardo Castroni, oltre che ovviamente quella di Margherita Carducci.

Il tocco magico all’Ariston sarà invece merito di Fabio Gurian, direttore d’orchestra. Coro dimezzato al momento, causa covid, ma “Gurian sa far suonare tutti gli strumenti” afferma ridendo la Rettore.

Donatella, Dada per gli amici, è un fiume in piena. Gli occhialoni neri e la giacca sobriamente glitterata sono gli unici filtri.  Risponde, interviene, cerca il consenso della collega.

 “È stata Margherita con i suoi autori a scegliere me. Io non la conoscevo, mi sono informata e mi sono messa alla ricerca di tutti i miei amici hip hop, rap, tra cui Danno di Colle der fomento. Me l’hanno raccomandata tutti!”. Margherita si infila tra una risata e l’altra nei discorsi, annuendo, mostrando l’emozione e la determinazione con cui salirà sul palco del Festival insieme ad un mostro sacro della canzone italiana.

La “Chimica” del duo

Di “Chimica” sapremo poco o niente dal punto di vista musicale, ma quando si chiede di parlare del messaggio che vogliono dare con il pezzo, Donatella parte a raffica: “Il nostro incontro serve perché i giovani hanno perso due anni della loro giovinezza. Glieli vogliamo ridare. Un guizzo di spensieratezza e divertimento”. E da lì a ruota libera: “Buttate le mascherine nel cesso! Divertitevi e soprattutto vaccinatevi, perché il vaccino è la via per la libertà. Dobbiamo andare avanti, non possiamo stare rinchiusi nei nostri bungalow e voi no-vax abbiate pietà di chi non la pensa come voi!”

A momenti parte una ola virtuale e sembra impossibile resistere all’entusiasmo contagioso della Rettore. La differenza anagrafica tra le due non si percepisce, anzi. “Sembra quasi che le età siano invertite” afferma divertita la più piccola. “È giusto che vicino a me ci sia una che ha il termometro di quello che accade” afferma Donatella, che si autodefinisce “una cialtrona da sempre”. “Margherita è ormai un’amica mi confido e le chiedo e le do consigli. Mi sono affezionata dalla prima volta”. Di risposta sbalordisce invece l’aggettivo amorevole accostato alla prorompente ed iconica Rettore.

Il testo sanremese

 “Sono stata tirata su dalle suore a suon di calci in culo e ceffoni ma anche di carezze e consolazioni – spiega Rettore facendo riferimento al testo di Chimica e motivando la citazione religiosa nella canzone – “Tante le suore nella mia vita, una in particolare mi è rimasta nel cuore, Suor Esterina. La curia non me l ha fatta più incontrare ed è una cosa che mi dispiace”.

La cover

La Rettore si tace in tempo ai limiti dell’illegalissimo spoiler sul titolo della cover proposta (rivelataci poi la sera stessa da Amadeus). “Nessuno mi può giudicare” di Caterina Caselli è la prescelta dalle due donne che definiscono il brano “un antenato di quello che portiamo all’Ariston, dall’essenza molto irriverente”. Non ci saranno ospiti previsti per la serata,  “ci ospitiamo a vicenda per la cover” scherza Dada.

La scelta sarebbe ricaduta sulle hit iconiche Kobra o Lamette se solo non fosse stato contro il regolamento. Ditonellapiaga rivela di aver avuto in mente Ti Voglio della Vanoni o Insieme a te sto bene di Battisti; del mood opposto le alternative di Donatella Acida dei Prozac +, Per colpa di chi di Zucchero, Musica Ribelle di Finardi e lì parte ad intonare “mollare le menate e metterti a lottare”.

La musica e le donne

Quando si parla di cantautrici che giocano con un linguaggio provocatorio, le due si mostrano affini ed unite nella lotta contro la disparità di genere. Ditonellapiaga infatti, con Camouflage”,  il nuovo album uscito proprio pochi giorni fa, accoglie volentieri l’eredità della Rettore e la porta avanti proprio con lei nel pezzo sanremese. La differenza generazionale sta proprio nel fatto che oggi, rispetto al passato, si lotta ancora ma, come fa notare Margherita, lo si fa insieme. Ancora oggi “le donne non si possono permettere di dire più di tanto certe cose. Bisogna provarci, prendere le critiche sperando che questa disparità di genere, questo muro di gomma si butti giù”. E la Rettore scherza, ipotizzando un featuring con Drusilla Foer, co-conduttrice per una sera al Festival con Amadeus.

Si chiacchiera di backstage e delle prove, tra look luminosi ma comodi (senza spoiler), incontri con altre colleghe (Noemi, Giusy Ferreri) ed il tifo sfegatato per l’altro duo di Sanremo, papabile vincitore a detta di Donatella. “Veronica e La rappresentante di lista hanno un pezzo bellissimo, io tifo per loro. Se non noi, devono vincerlo per forza loro. Tanto noi sicuro non vinciamo”.

Decise e complici, Ditonellapiaga e Rettore saranno le spudorate provocatrici di questo Festival, in nome della libertà di genere. “Tutti abbiamo il diritto di essere felici senza ledere la libertà e felicità altrui” afferma metà del duo, quella più giovane e paradossalmente più riflessiva. “Io libera da sempre di essere quello che sono, può dar fastidio, ma io sono questa o prendere o lasciare” – ribatte la controparte.

Rettore, lancerebbe ancora caramelle sul palco come a Sanremo ’77?

“Sì, magari anche esplosive!”


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