È morto Roberto Calasso, scrittore Adelphi

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Fonti foto: Sky Cultura e Wikipedia

Roberto Calasso, presidente della casa editrice Adelphi, si è spento il 28 luglio a Milano dopo una lunga malattia. Aveva da poco compiuto 80 anni e proprio oggi sono stati pubblicati i suoi ultimi due libri: Bobi e Meme’ Sciacca. La notizia è stata data dalla stessa casa editrice, alla quale lo scrittore di origini toscane era profondamente legato.

Vita e formazione

Roberto Calasso nasce il 30 maggio 1941 a Firenze. Si trasferisce presto a Roma, dove si avvicina agli studi classici e alla letteratura anglosassone, conseguendo la laurea con una tesi dal titolo I geroglifici di Sir Thomas Browne. A soli 21 anni incontra Roberto Bazlen e Luciano Foà, con i quali fonderà poi la casa editrice Adelphi, un evento che segnerà per sempre la sua vita professionale. Diventa prima direttore editoriale (1971), poi consigliere delegato (1990) e infine presidente (1999) della casa editrice, ruolo che ricoprirà fino alla sua scomparsa.

Le opere

Abile narratore e saggista, i suoi libri sono stati tradotti in 25 lingue e pubblicati in 28 Paesi. Il momento di massima espressione artistica di Calasso è riconducibile agli anni 2000, periodo in cui ha mostrato un grande interesse per Franz Kafka. È infatti del 2002 l’opera K, dedicata proprio allo scrittore boemo, e da ricordare è anche la traduzione di Aforismi di Zürau. Tuttavia, il suo maggiore sforzo letterario si è concretizzato in un’opera eterogenea composta da undici volumi. Tale lavoro era stato avviato già negli anni ’80 e consta di circa quattromila pagine:

  1. La rovina di Kasch(1983), libro composito che ha come perno la figura di Talleyrand e una teoria del sacrificio;
  2. Le nozze di Cadmo e Armonia(1988), visione della Grecia antica attraverso la narrazione dei suoi miti, nel loro intreccio con la storia, il pensiero e la letteratura;
  3. Ka(1996), libro in cui un procedimento analogo a quella delle Nozze viene applicato alla materia indiana, dai Veda al Buddha;
  4. K (2002), sull’opera di Kafka;
  5. Il rosa Tiepolo(2006), che ha al suo centro Giambattista Tiepolo;
  6. La Folie Baudelaire(2008) intreccio di storie che si diramano da un sogno di Baudelaire;
  7. L’ardore(2010), centrato soprattutto sul mondo vedico;
  8. Il cacciatore celeste(2016), narra del passaggio dell’uomo da raccoglitore a cacciatore;
  9. L’innominabile attuale(2017);
  10. Il libro di tutti i libri(2019);
  11. La tavoletta dei destini(2020).

Meritano particolare menzione La follia che viene dalle ninfe, La Folie Baudelaire e L’ardore, considerate tra le 100 opere italiane più significative del ventennio 2000-2019 da un gruppo di esperti nominato dalla rivista L’Indiscreto.

Quello che resta

La camera ardente è prevista per la data odierna nella sede della casa editrice Adelphi in via San Giovanni sul muro 14, a Milano. La cerimonia si svolgerà nel rispetto delle norme precauzionali anti Covid-19. Roberto Calasso lascia un mondo che in gran parte è ancora un cantiere a cielo aperto e con un termine dei lavori a data da destinarsi.

Ma pur in un contesto incerto quale quello in cui ci troviamo, alcune strutture solide persistono all’usura del tempo e dei principi. Ed è proprio da qui che bisogna partire, armandosi di ciò che della Letteratura è rimasto ancora intatto, sotto i portici antichi di solidi palazzi. “Con la scomparsa di Roberto Calasso viene meno un pilastro dell’editoria italiana e un intellettuale straordinario capace di una sapiente visione della nostra cultura e delle sue radici“, ha commentato il Ministro della Cultura, Dario Franceschini.


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