Napoli VS Roma: 10 caratteristiche a confronto

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Napoli e Roma sono due grandi città, dov’è possibile trovare davvero di tutto, dal buon cibo ai monumenti, dalle canzoni tradizionali ai ristoranti tipici. Abbiamo confrontato le due città attraverso dieci di queste cose caratteristiche.

Piazza del Plebiscito VS Piazza del Popolo 

Piazza del Plebiscito è uno dei simboli di Napoli. Nel corso dei secoli è cambiata moltissimo, infatti da semplice luogo di campagna, dove si svolgevano i tornei medievali, oggi è un punto di raccolta dei napoletani e spesso vengono organizzati spettacoli e concerti. E’ la piazza principale di Napoli e turisti di tutto il mondo passano per ammirare la sua bellezza, dove si trovano ben due gioielli: il Palazzo Reale, costruito nel 1500 e il colonnato della chiesa di San Francesco di Paola. Così come a Napoli c’è Piazza del Plebiscito, a Roma c’è Piazza del Popolo, la quale rappresenta il mecenatismo papale rinascimentale, sede di giochi e spettacoli popolari, ma anche di esecuzioni capitali. Oggi è luogo di passaggio per chi deve recarsi a via del Corso o per chi deve salire sul Pincio. Nella piazza ci sono due chiese gemelle, quella di Santa Maria di Montesanto e quella di Santa Maria dei Miracoli. Al centro c’è l’obelisco Flaminio e le due fontane del Valadier, che sicuramente contribuiscono a rendere ancora più bella la piazza.

Genovese VS Carbonara

La Genovese, insieme al Ragù, è uno dei piatti tipici della tradizione culinaria partenopea, preparato principalmente da carne e cipolle. Ci sono diverse leggende che spiegherebbero il suo nome. Si racconta che nella zona portuale di Napoli ci fossero tantissime bettole dove veniva preparato un piatto a base di carne e cipolla per sfamare i marinai genovesi, che arrivavano a Napoli con le loro navi. Un’altra versione associa il nome della pietanza all’origine dei cuochi di queste bettole, che in realtà sarebbero genovesi. Un’altra ancora attribuisce il piatto al genio di un cuoco napoletano che veniva soprannominato ‘O genovese. Non si sa quale sia la storia vera, ma sicuramente è un piatto nato in un ambiente umile. A Napoli la Genovese, a Roma la Carbonara. Le origini di quest’ultimo piatto sono ancora incerte, infatti nel famoso ricettario di inizio secolo di Ada Boni non si hanno tracce della carbonara. Sembra che sia una ricetta che abbia origini americane. Durante la seconda guerra mondiale in Italia fu fondata la Linea Reinhard, che rallentava l’avanzata dei nemici. Sugli appennini c’era un gruppo di giovani americani, che trovarono uova, formaggio e pancetta affumicata. In loro nasce una profonda nostalgia, legata a quella che era la loro colazione. Fu così che unendo gli ingredienti nacque la carbonara. La ricetta arrivò a Roma, dove divenne tradizione.

Nennella VS La Parolaccia

Non c’è napoletano che nella sua vita non sia andato almeno una volta nella famosissima trattoria “Nennella”. In un ambiente del tutto familiare i piatti della tradizione napoletana, con menù che variano a seconda della stagione. Pasta e patate è uno dei must, ma ci sono anche piatti a base di pesce e dolci fatti in casa. Una delle peculiarità della trattoria è proprio questa “confidenza” che viene data ai commensali. È un po’ come stare a casa propria, tant’è che ogni tanto ci esce qualche termine un po’ colorito. Tanta simpatia e piatti ottimi. Un locale simile a Nennella è “Cencio la Parolaccia” a Roma, che serve da ormai decenni piatti della tradizione romana. Inizialmente era solo ristorante, poi i proprietari decisero di coinvolgere l’attore Massimo Serato e di unire al lavoro di ristorazione anche l’intrattenimento. Oggi il ristorante è famoso per gli insulti e le parolacce che vengono rivolte ai clienti dal personale e dall’animatore.

Lungomare VS Lungotevere

Il lungomare di Napoli è il lungomare più bello al mondo. Si sogna ad occhi aperti, si passeggia guardando il mare ed un paesaggio meraviglioso. La promenade è separata dal mare solo da alcune scogliere artificiali, che hanno preso il posto delle antiche spiagge di cui restano solo alcuni frammenti in prossimità delle rotonde. Non ci sono eguali. Roma non se lo sogna neanche un lungomare così. Cittadini e turisti possono passeggiare sul Lungotevere, che è sicuramente romantico, ma non è a livello del Lungomare Napoletano.

Scavi di Pompei VS Foro Romano

Famosi in tutto il mondo, gli scavi archeologici di Pompei hanno restituito i resti dell’antica città, seppellita sotto cenere e lapilli durante l’evoluzione del Vesuvio del ’79, insieme ad Ercolano, Stabia ed Oplonti. I ritrovamenti a seguito degli scavi sono una delle maggiori testimonianze della vita romana, nonché la città meglio conservata di quell’epoca. Gran parte dei reperti recuperati sono affreschi, statue e mosaici e sono conservati nel museo archeologico nazionale di Napoli e solo in piccola quantità nell’Antiquarium di Pompei. Così come a Pompei, anche a Roma ci sono i resti di una città ormai sepolta. Il Foro Romano è un’area archeologica racchiusa tra il Palatino, il Campidoglio, Via dei Fori Imperiali e il Colosseo. Dall’età regia fino all’avvento dell’età medievale, la valle del Foro è stata teatro di eventi e sede di istituzioni di grande. Dopo una fase di declino iniziata nell’età tardoantica il Foro Romano è stato soggetto a cambi di destinazione d’uso, fino a ritrovarsi, nel XVI secolo, quasi completamente interrato ed utilizzato come pascolo per le mucche.

Canzone Napoletana VS Canzone Popolar Romana

Il repertorio che va dagli inizi dell’XIX secolo al secondo dopoguerra, costituisce la canzone classica napoletana. Si tratta di uno dei punti d’eccellenza della canzone italiana, tant’è che nel corso degli anni è diventata simbolo dell’Italia musicale nel mondo. I brani di quel periodo sono stati interpretati nel corso del tempo da numerosi interpreti di fama mondiale, che hanno contribuito alla diffusione della canzone napoletana. Tra i vari interpreti ricordiamo Enrico Caruso e Roberto Murolo, Elvis Presley, Dean Martin, Andrea Bocelli, Claudio Villa, Al Bano, Lucio Dalla, Frank Sinatra, Paul McCartney, Celine Dion, Luciano Pavarotti e tanti altri. 

La canzone popolare romana è sicuramente più antica rispetto a quella napoletana, ma anche meno conosciuta. Ha origine nella metà del Medioevo e da sempre riflette la mentalità, i costumi, le credenze, le esigenze e i desideri dell’epoca. Ovviamente con il passare dei secoli, le canzoni si sono trasformate e hanno assunto significati diversi.

Castel dell’Ovo VS Castel Sant’Angelo

Il castel dell’Ovo è il castello più antico della città di Napoli ed è uno degli elementi che spiccano maggiormente nel golfo. Il suo aspetto originario normanno è cambiato a causa di diversi eventi, per cui oggi ha un aspetto completamente diverso rispetto a prima. Il suo nome deriva da un’antica leggenda secondo la quale Virgilio nascose nelle segrete del castello un uovo che mantenesse in piedi l’intera fortezza. La sua rottura avrebbe provocato non solo il crollo del castello, ma anche la fine della città di Napoli. Anche Roma ha il suo castello, che però ha un destino atipico nel panorama artistico della città, infatti mentre di tutti gli altri monumenti di epoca romana abbiamo solo rovine, del Castello invece abbiamo l’intero edificio. Da monumento funerario ad avamposto fortificato, da oscuro e terribile carcere a splendida dimora rinascimentale, da prigione risorgimentale a museo, Castel Sant’Angelo incarna nelle possenti mura e nelle fastose sale affrescate, tutte le vicende della Città Eterna.

Spaccanapoli VS Via del Corso

Il decumano inferiore viene chiamato anche Spaccanapoli ed è la strada che divide in due la città di Napoli, è una delle arterie più importanti del Centro Storico. Spaccanapoli tra il Medioevo e l’Ottocento divenne importante sia per i conventi degli ordini religiosi sia per le abitazioni di uomini potenti che vi vissero. Oggi è meta per i turisti provenienti da tutto il mondo, luogo di passaggio per grandi e piccini che ogni giorno l’attraversano per andare da una parte e l’altra del centro. Così come Spaccanapoli è famosa in tutto il mondo, anche Via del Corso a Roma è una delle strade principali della città. Lunga 1,6 km, collega piazza Venezia a piazza del Popolo. Oggi lungo la strada sorgono palazzi nobiliari, chiese e ovviamente tantissimi negozi.

La sfogliatella di Attanasio VS il tiramisù di Pompi

Il profumo della sfogliatella di Attanasio non lo si può spiegare con le parole, ti colpisce il cuore e lo devasta in modo irreparabile. Non c’è niente di più buono e chiunque passi per Napoli deve farci una capatina. È una piccola pasticceria, quasi centenaria, in un vicoletto vicino la Stazione Centrale. Il sapore ed il profumo di questo dolce sono sempre gli stessi. Una sfogliatella calda, morbida e croccante, una vera goduria. Questo dolce tipico della tradizione napoletana non può essere paragonato con nessun dolce. Per quanto riguarda la tradizione romana non ci sono tantissimi dolci, ma a Roma è molto famosa la Pasticceria Pompi, che si definisce il Regno del Tiramisù. In realtà il tiramisù è molto buono, preparato in diverse varianti, con le fragole, al pistacchio, alla nocciola e con banana e cioccolato. Questo dolce, così delicato è il frutto di un’esperienza lunga 50 anni. Buono si, ma non paragonabile alla sfogliatella napoletana.

Scale della Pedimentina VS Scale di Piazza di Spagna

Le scale della Pedamentina sono molto famose a Napoli, sono 414 e collegano la Certosa di San Martino al Corso Vittorio Emanuele. Questa strada fu iniziata nel XIV secolo dagli architetti Tino di Camaino e Francesco de Vito, ma solo successivamente assunse l’aspetto attuale. Oggi rappresenta un’importante testimonianza storica ed urbanistica; la Pedamentina è inoltre interessante anche da un punto di vista paesaggistico, in quanto costeggia gli orti e i giardini della vicina Certosa ed offre a chi scende una bellissima veduta sul Golfo di Napoli. A Napoli la Pedimentina, a Roma le scale di Piazza di Spagna. La scalinata di 135 gradini fu inaugurata da papa Benedetto XIII nel 1725 in occasione del Giubileo e fu realizzata per collegare l’ambasciata borbonica spagnola e la chiesta di Trinità dei Monti. La scalinata negli anni ha subito diversi restauri, il più recente terminato il 21 settembre 2016 grazie al contributo della casa di moda Bulgari. Oggi è il ritrovo per i turisti, ma anche per i romani stessi.


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