Buon compleanno, Bob Dylan!

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Bob Dylan, il gigante della musica americana oggi spegne ottanta candeline. Musicista, cantautore e poeta, Robert Zimmermann nasce il 24 maggio del 1941 a Duluth, Minnesota, negli Stati Uniti.

Aveva le idee chiare già da quando aveva sei anni. Si trasferisce a Hibbing, al confine con il Canada e comincia a studiare pianoforte, ma già suona anche la chitarra. A dieci anni è a Chicago e comincia a farsi conoscere facendo parte a soli quindi anni di un piccolo complesso, i Golden Chords. Bob Dylan è partito dalle fondamenta per edificare il suo palazzo del successo. Da menestrello girovago, si è fatto conoscere imitando il suo idolo, Woody Guthrie, col quale ha poi stretto un forte legame d’amicizia. Miscelatore di generi, è considerato il fondatore del folk-rock, oltre che un grande interprete delle esigenze di ogni tempo. A trent’anni dalla sua carriera, è già un mito, un punto di riferimento popolare senza uguali, un artista per il quale il tempo non esiste, è soltanto un’illusione della mente.

Da fine letterato, nel 2016 riceve il Premio Nobel per la Letteratura per aver creato una nuova poetica espressiva nella grande tradizione canora americana. Fondamentale, ma taciuto è il suo rapporto con l’ebraismo: nel 1965 sposa Sarah Shira Lowndes Noznisky di famiglia ebrea polacca, dalla quale ha avuto quattro figli. Questo importante evento personale si rifletterà anche nella scrittura di alcuni suoi testi, che possiamo definire canzoni ebraiche, come Highway 61, All along the watchtower e la splendida Forever Young. Insomma, un pioniere del genere riflessivo con una sontuosa carriera cominciata nel 1962. Ha inciso ben trentanove album e in essi non esiste un filo conduttore della sua arte e del suo modo di fare. Dylan è imprevedibile, cambia, si rinnova, si rinnega per inventare un altro genere: insomma, è inimitabile!

Citando soltanto alcuni dei suoi recenti capolavori, ricordiamo Time out of mind, album del 1997 costituito da canzoni splendide e un sound spettacolare quanto inedito, reso possibile grazie alle tecniche di registrazione del produttore Daniel Lanois. Time Out of Mind ha conquistato 3 Grammy Awards nelle categorie Miglior album folk contemporaneo, Miglior performance vocale (Cold Irons Bound) e Album dell’anno. Modern Times, disco del 2006 premiato con un Grammy come miglior album contemporaneo di musica folk; è caratterizzato dal blues e dal rockabilly, entrato direttamente al primo posto nella classifica americana.

Tempest, del 2012, è una delle cime della carriera di Dylan, un disco cupo, che contiene canzoni di livello elevatissimo. La title track 14 minuti, ad esempio, è interamente dedicata al naufragio del Titanic, e Roll On John, all’amico John LennonRough and rowdy ways, dello scorso anno, è l’ultimo album in studio pubblicato durante la pandemia e caratterizzato dalla più lunga canzone mai scritta dal cantautore: Murder Most Foul, sedici minuti in cui Dylan, partendo dall’omicidio a Dallas di J. F. Kennedy, si perde in un infinito un elenco di citazioni che vanno dai Beatles a Woodstock, ad Altamont, passando per Charlie Parker, gli Who e Don Henley. Un pezzo che ha regalato a Dylan il primo posto nella classifica americana dei singoli. Non era mai successo prima.

Dunque, un grande poeta della musica che crede fermamente che si possano raggiungere sempre nuovi traguardi migliorandosi con ingegno e costanza, anche ad ottantuno anni.


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