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Scopriamo i “borghi del Carnevale”

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Qualcuno ha detto “Carnevale“? Ebbene sì! La festa più amata dai bambini (e non solo) sta per tornare. Quest’anno, le festività inizieranno ufficialmente il 24 febbraio e si concluderanno il 1° marzo, ma dovete sapere che quasi sicuramente comincerete ad “odorarla” molto prima di quel fatidico giovedì grasso.

Lo stereotipo vuole che questa sia una festività esclusiva per gli infanti, ma è bene sapere che non è affatto così: infatti, non sono poche le località in giro per l’Italia che considerano il carnevale come un evento che merita di essere festeggiato date le profonde radici storiche e culturali.

Tuttavia, non parleremo di Venezia, considerata un po’ la città natale del carnevale, bensì di piccole o medie realtà italiane in cui questa festa si può equiparare a quella della grande città, o che comunque viene celebrata da tutta la comunità.

 

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Carnevale nell’Italia settentrionale

Ivrea (To)

Oltre alla già citata Venezia, esiste un’altra località in cui il carnevale viene celebrato a suon di maschere, carri allegorici, ricostruzioni di personaggi ed eventi che richiamano il folklore locale. Si sta parlando di Ivrea. Sembra che le origini si possano collocare agli inizi del Cinquecento e che al tempo la festa era organizzata dai diversi rioni che dividevano la città. Oggi, viene ricordata soprattutto per la battaglia delle arance. Sì, vengono lanciate davvero delle arance, che comunque non sono commestibili per i motivi più disparati.

 

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Fonte: initalia.virgilio.it

 

Termeno sulla Strada del Vino (BZ)

In questa località, e in generale in tutta l’area dell’Oltradige-Bassa Atesina, negli anni dispari si celebra l’Egetmann. Non è una parolaccia, bensì un termine che sta a indicare una sfilata di carnevale in cui vengono rievocati numerosi personaggi dell’antica quotidianità montana: contadini, sarti, pescatori ecc…. Le figure più significative, tuttavia, sono il pupazzo di paglia Egetmann Hansl, il Wilder Mann, allegoria di un antico demone e unico ad avere una maschera, le Schnappviecher, coccodrilli senza orecchie ma con un’enorme e alta testa pelosa con corna, e i Burgl e Burgltreiber, entrambi con mani e guance scure dalla fuliggine.

 

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Fonte: egetmann.com

 

Cento (FE)

Cento non sono gli anni di quest’evento, ma il nome della città in cui si svolge. Sembra che si sia iniziato a festeggiare già sul cominciare del Seicento. Immancabili i carri allegorici, ma qui a fare da protagonisti sono anche gruppi in maschera impegnati in coreografie, società carnevalesche che si sfidano (un po’ come le gare tra rioni) e il rogo della locale maschera chiamata Tasi, che precede un suggestivo spettacolo pirotecnico.

 

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Fonte: notizie.comuni-italiani.it (foto di Diana Cimino Cocco)

 

Carnevale nell’Italia centrale

Viareggio (LU)

Dal 1873 con furore, quello di Viareggio è considerato il carnevale tra i più importanti in Italia e in Europa, in cui enormi carri allegorici sfilano lungo per il lungomare della città. Il Burlamacco, maschera ufficiale dell’evento e della stessa località, fa da padrone in un festoso clima fatto di sfilate, maschere, musica, balli nei vari rioni e tanto divertimento. Nella stessa Viareggio si può visitare il museo dedicato alla festività.

 

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Fonte: travel.thewom.it e Greenpeace

Civita Castellana (VT)

La nascita del Carnevale Civitonico è incerta, ma è comunque un pezzo importante dell’identità di Civita Castellana. La festa si “apre” il 17 gennaio con l’esposizione nella piazza principale del Puccio, ossia un fantoccio di cartapesta. L’evento vero e proprio prende vita, tuttavia, nel periodo che va dal Giovedì Grasso sino al Martedì Grasso, con sfilate allegoriche in cui non mancano i soliti carri, e con la sagra dei frittelloni, prodotto tipico del Civitonico.

 

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Fonti: unavitainvaligia.it e eventidellatuscia.it

Francavilla al Mare (CH)

Benché le festività carnevalesche si festeggiassero, in diverse maniere, già dal XVIII secolo, dopo la Seconda Guerra Mondiale la cittadina di Francavilla al Mare, ispirandosi al modello viareggino, ha reso il proprio carnevale tra i più noti dell’Abruzzo. In particolare, durante tutto l’evento si possono ammirare le versioni satiriche dei personaggi più in voga dell’anno, spesso “adagiati” su carri allegorici e circondati da numerose maschere e vari costumi.

 

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Fonte: metropolitanweb.it

Frosinone

Le origini di questo carnevale sembrano risalire all’antichità, addirittura all’età precristiana. Questo è dovuto soprattutto alla festa della radeca, che richiama antichi rituali purificatori. Durante l’evento, la città di Frosinone si prepara a celebrare questa particolare festività sfilando per le vie e piazze fino a giungere nel Rione Giardino, dove una rievocazione storica rimanda all’insurrezione che i frusinati operarono contro i francesi (verrà bruciato, infatti, il fantoccio di un generale napoleonico). Seguiranno, poi, musica e balli, durante i quali tutti i cittadini sono muniti di una foglia d’agave (la radeca, appunto). I forestieri vengono “battezzati” con un tocco di questa foglia sulla schiena.

 

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Fonte: linchiestaquotidiano.it

 

Carnevale nell’Italia meridionale e nelle isole

Putignano (BA)

Il carnevale più antico d’Europa si trova qui, a Putignano. La prima edizione di questa festività sembra risalire al 1394, e da allora sembra non esser cambiato di molto. Il suo inizio si fa coincidere con la festa di Sant’Antonio Abate, ossia il 17 gennaio, e da quel giorno, ogni giovedì è un nuovo appuntamento con satira e divertimento, durante il quale viene presentata uno strato sociale sempre diverso, a partire dai monsignori. Seguono poi i preti, le monache, le vedove, i pazzi, le donne sposate e i cornuti, ai quali è dedicato il rituale del taglio delle corna. Non mancano, comunque, i carri allegorici che sfilano per vie e piazze.

 

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Fonte: bari.repubblica.it

 

Acireale (CT)

Quello di Acireale è certamente uno dei più suggestivi della Sicilia, nonché dell’Italia, in cui le maschere tradizionali (Abbatazzu, Baruni, Domino, Manti e molti altri) della città si incontrano con i carri allegorici e l’attiva partecipazione degli abitanti, che non esitano a sfilare con i costumi più disparati, alcuni “presi in prestito” dal celebre Carnevale di Venezia. Qui potete trovare anche i carri infiorati, ossia rappresentanti fiori, e i carri in miniatura.

 

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Fonte: notizie.comuni-italiani.it (Foto di Diana Cimino Cocco)

Ulassai (NU)

Nell’entroterra della Sardegna, nella località di Ulassai, si celebra una particolare festività associata al carnevale. Viene chiamata Su Maimulu, ed è in realtà la rappresentazione della lotta tra il bene e il male con l’ausilio di maschere ancestrali, spesso orride, e il tutto viene richiamato da una sua origine arcaica, forse nuragica. Una malvagia figura, s’urzu, aggredisce chiunque gli capiti a tiro finché non viene uccisa da figure benigne, is omadoris. Un evento molto simile si svolge anche nella vicina Gairo.

 

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Fonte: pagina Facebook "Maimulus"

Carnevali fantastici e dove trovarli

Se vi siete stancati e stancate della sempre solita Venezia, dopo una panoramica che abbraccia tutto il territorio italiano non vi resta che scegliere la località in cui volete godervi il carnevale.


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